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Per il 2009, le assenze dal servizio saranno ininfluenti ai fini dell’assegnazione del salario accessorio. La manovra d’estate 2009, infatti, prevede l’abolizione dell’articolo 71, comma 5, del d.l. 112/2008, convertito in legge 133/2008, che prevedeva di non considerare le assenze dal servizio come presenze, ai fini dell’erogazione dei premi di produttività.

Il Governo ha preso atto dell’inconciliabilità della disposizione abolita dalla manovra d’estate 2009, con i principi in merito alla valutazione della produttività dei dipendenti: il calcolo imposto dall'articolo 71, comma 5, era irrimediabilmente in contrasto col divieto di connettere i premi ad automatismi di qualsiasi genere, primo tra tutti, proprio la presenza in servizio.

Qualunque sistema di computo, avrebbe, infatti, portato alla conseguenza di determinare un valore giornaliero della produttività, collegandola alla presenza in servizio. Il calcolo più spontaneo, infatti, è dividere il premio di produttività individuale, come determinato in base ai sistemi di valutazione, divederlo per 365 e moltiplicarlo per i giorni di effettiva presenza o sottrarre i giorni di assenza. Come rilevato, in questo modo, però, si travisa lo scopo dei compensi per la produttività, che dovrebbero essere connessi alla capacità di conseguire specifici risultati lavorativi. E’ evidente che se tali risultati sono effettivamente raggiunti, l’assenza eventuale non può essere in alcun modo presupposto per incidere negativamente sul valore del salario accessorio connesso al risultato.

Risulta, dunque, condivisibile opportuna e per certi versi inevitabile la scelta di eliminare l’articolo 71, comma 5, della legge 133/2008.

Il legislatore risolve anche il problema del diritto transitorio relativo alla valutazione per l’anno 2008: il decreto d’estate 2009, infatti, stabilisce che gli effetti dell’abolizione della norma “concernono le assenze effettuate successivamente alla data di entrata in vigore” della manovra d’estate 2009. Insomma, per il 2008 resta salva l’applicazione della disposizione abolita, così come restano fermi gli effetti perversi della sua applicazione.

 (lo)

 

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