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Ampliati i margini di libertà nell’impiego dei lavoratori flessibili, per la pubblica amministrazione. La manovra d’estate 2009, infatti, sostituisce integralmente il comma 3 dell’articolo 36 del d.lgs 165/2001, eliminando il limite di durata di tre anni in un quinquennio per i contratti flessibili della pubblica amministrazione, aggiungendo la definitiva ufficializzazione del lavoro accessorio, come forma contrattuale ammessa.

L’articolo 49 del d.l. 112/2008, convertito in legge 133/2009, come è noto, modificò l’articolo 36 del d.lgs 165/2001, introducendo al comma 3 una disposizione che prevede una tutela analoga a quella esistente nel settore privato, prevista, per quel settore, dall’articolo 5, 4-bis, del d.lgs 368/2001. La disposizione ancora oggi prevede: “Al fine di evitare abusi nell'utilizzo del lavoro flessibile, le amministrazioni, nell'ambito delle rispettive procedure, rispettano principi di imparzialità e trasparenza e non possono ricorrere all'utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco dell'ultimo quinquennio”.

La manovra estiva 2009 introduce un nuovo comma 3 nel quale è contenuto più alcun limite alla durata complessiva dei rapporti di lavoro flessibili, che dunque nella pubblica amministrazione potranno anche eccedere i 3 anni complessivi nel quinquennio.

Non sono eliminate, tuttavia, cautele contro l’utilizzo non giustificato delle forme lavorative flessibili. Allo scopo di prevenire ed evitare abusi, le amministrazioni pubbliche dovranno elaborare annualmente un analitico rapporto informativo, da inviare ai nuclei di valutazione o servizi di controllo interno e alla Funzione Pubblica, nel quale dare conto sulle tipologie di lavoro flessibile utilizzate.

I destinatari del rapporto svolgeranno, implicitamente, una funzione di controllo sulla correttezza nell’impiego dei contratti flessibili: infatti, il nuovo comma 3 prevede, nei confronti dei dirigenti che abusino nel ricorso del lavoro flessibile, la sanzione del divieto dell’erogazione della retribuzione di risultato.

Il rapporto informativo dovrà contenere informazioni anche in merito all’impiego di rapporti di lavoro autonomo. Pertanto, dovranno considerarsi anche gli incarichi di collaborazione esterna, previsti dall’articolo 7, commi 6 e seguenti, del d.lgs 165/2001.

La manovra d’estate 2009, inoltre, coordina il testo dell’articolo 70, comma 1, lettera d), del d.lgs 276/2003, recentemente modificato dall’articolo 7-ter, comma 12, lettera a), del d.l. 5/2009, convertito in legge 33/2009, con quello dell’articolo 36, comma 2, del d.lgs 165/2001, elencando tra le tipologie di contratti flessibili espressamente previste per le pubbliche amministrazioni, appunto il lavoro accessorio.

 (lo)

 

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