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Il Consiglio di Stato non ci sta e rimette nuovamente all'Adunanza Plenaria la questione della pregiudizialità amministrativa , dopo che le SS. UU. della Cassazione erano pervenute alla conclusione, in contrasto con l'orientamento del Consiglio di Stato,  che una pronuncia di inammissibilità dell’azione risarcitoria per mancata previa impugnazione dell’atto amministrativo dovrebbe essere considerata un diniego di giurisdizione. Questi i motivi di incostituzionalità che rinnovano e confortano i dubbi di Palazzo Spada sull'interpretazione che la Cass . ha dato dell'art. 7 della legge n. 1034 del 1971 come novellato dalla legge n. 205 del 2000, negando la pregiudizionalità dell'annullamento dell'atto rispetto al risarcimento : a) un’azione risarcitoria svincolata dal termine di decadenza dell’azione impugnatoria determina, insieme alla riapertura di un consistente contenzioso da tempo definito, un aggravio ed una imprevedibilità di costi, impedendo una corretta programmazione della spesa pubblica (art 81); b)  il principio di legalità dell’amministrazione e nell’amministrazione, alla quale è servente il sistema di tutela degli interessi legittimi, non pare sopportare  scelte rimesse direttamente all’interessato (art 97) ; c) il giudice amministrativo è giudice generale della legittimità del provvedimento amministrativo con potere di annullamento dello stesso (art. 113, co.3); d) la tutela degli interessi legittimi del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione è in via primaria una tutela impugnatoria, che passa per l’annullamento dell’atto amministrativo, coerentemente ai principi di derivazione comunitaria a mente dei quali sul piano degli strumenti di tutela, forme di riparazione economica, quali, ad esempio, il risarcimento del danno.non possono rappresentare, nel settore pubblico, strumenti efficaci di tutela degli interessi collettivi lesi da atti illegittimi ( art. 103 e 113) . Secondo Palazzo Spada il giudice amministrativo chiamato a pronunciarsi  sul caso di specie (Tar Campania decisione 5922/2007) viene messo di fronte a una scelta "impossibile" : accettare una soluzione che non condivide (e che ritiene sospetta di incostituzionalità), ovvero di pronunciare una sentenza "suicida"; di qui la necessità di investire  della questione l’Adunanza plenaria perchè si pronunci nuovamente sul problema della pregiudizialità amministrativa, previo esame della compatibilità della soluzione data dalla Corte di Cassazione, e, quindi, nella lettura da questa datane, dell’art. 7 legge n. 1034 del 1971 come novellato dalla legge n. 205 del 2000, e con il principio di ragionevolezza anche sistematica, e con i principi costituzionali sopra considerati, e con le seguenti norme costituzionali, e di trarre le necessarie conseguenze, ove ne sospetti l’incompatibilità.

 (ar)

CDS_200902436_SE_6.doc (94,00KB)