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Ancora una volta la Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Lombardia, va in contrasto con la Ragioneria Generale dello Stato. Questa volta, oggetto dello scontro interpretativo è l’incentivazione ai progettisti.

Secondo col parere 40/2009, l’articolo 61, comma 7-bis, della legge 133/2008, che ha abbassato dal 2% allo 0,5% l’incentivo erogabile ai progettisti, va interpretato alla luce del principio di irretroattività della legge: pertanto, i compensi erogati ai progettisti a decorrere dal primo gennaio 2009, ma relativi ad attività realizzate antecedentemente, sono da computare al 2% pieno.

Osserva la Sezione che l’articolo 61, comma 7-bis(come prima il precedente comma 8) non contiene disposizioni espressamente dichiarate di carattere retroattivo. Dunque, erogare ai progettisti nel 2009 l’incentivo ridotto allo 0,5% finirebbe per incidere sul diritto soggettivo di percepire la somma a titolo di incentivo maturata al momento dello svolgimento della prestazione.

Erogare le somme al 2% intero è, secondo il parere, corretta applicazione delle regole di contabilità Infatti, le risorse che finanziano l’incentivo nella misura piena del 2% fanno carico su fondi costituiti secondo la legislazione vigente in data anteriore al primo gennaio. Quindi, essendo stata costituita legittimamente la somma dell’incentivo secondo le regole di bilancio all’epoca vigenti, altrettanto legittima sarebbe la spesa.

La circolare 36/2009 della Ragioneria Generale dello Stato, in merito, ha sostenuto esattamente l’opposto. Infatti, ha previsto che “La riduzione del compenso incentivante, operante a partire dal 1° gennaio 2009, si ritiene debba trovare applicazione a tutti i compensi comunque erogati a decorrere dalla predetta data e non solo ai lavori avviati dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina. Di conseguenza, la riduzione va applicata con riferimento a tutta l’attività progettuale non ancora remunerata a tale data, anche in presenza di contratti integrativi definiti secondo la previgente disciplina. Il tenore letterale della norma, infatti, laddove parla di destinazione a decorrere dal primo gennaio 2009, appare indicativo di una precisa volontà del legislatore in tal senso”.

La posizione della Corte dei conti lombarda fornisce strumenti per attenuare la responsabilità di chi erogherà gli incentivi relativi ad incarichi precedenti al 2009 al pieno del 2%. Tuttavia, appare evidente che l’intento del legislatore non è modificare retroattivamente le regole di computazione del fondo, ma proprio determinare una regola valevole solo per il futuro, riguardante la ripartizione delle somme.

 (lo)

Corte Conti Lombardia Deliberazione-n.-40-del-24.02.09.doc (73,00KB)