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Non si applica l’articolo 7, comma 6, del d.lgs 165/2001 agli incarichi da conferire agli avvocati, i quali sono da considerare come appalti di servizi e non incarichi esterni di collaborazione. Gli incarichi a legali per la difesa e la rappresentanza in giudizio sono, dunque, soggetti al d.lgs 163/2006, allegato II B, punto 21.

Lo ha sancito la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, col parere 14 gennaio 2009, n. 7.
Il parere risolve una lunga questione interpretativa, relativa alla corretta normativa da applicare all’ipotesi degli incarichi a legali, acuita – per molta parte di interpreti ed operatori – dalla sentenza del Consiglio di stato, Sezione IV, 29 gennaio 2008, n. 263. Come è noto, in conseguenza di questa decisione (per altro riferita ad una fase nella quale l’ordinamento non aveva pienamente recepito le direttive europee appalti) in molti hanno ritenuto che la disciplina del codice dei contratti si applicherebbe esclusivamente a soggetti qualificabili come imprenditori e non ai professionisti (come, appunto, gli avvocati). Il parere della Sezione Veneto, infatti, è stato emesso in risposta al quesito di un ente locale, spinto a ritenere che la personalità della prestazione dell’avvocato escludesse l’ipotesi dell’applicazione del codice dei contratti.

La Corte dei conti del Veneto non condivide questa impostazione, del resto smentita dall’articolo 3, comma 19, del d.lgs 163/2006.

L’affidamento del servizio di difesa in giudizio, ad avviso della Sezione Veneto, non va ricondotto alla disciplina del d.lgs 165/2001, perché non si tratta di collaborazione professionale. Le collaborazioni, secondo la Corte, sono quelle attività temporanee ed altamente qualificate, da espletare in esplicazione delle competenze istituzionali dell’ente e per il conseguimento di obiettivi e progetti specifici; come tali, di regola, le collaborazioni esterne operano nell’ambito dell’attività di amministrazione attiva tesa a perseguire le finalità proprie dell’ente locale che, altrimenti, per l’assenza di adeguata professionalità, sarebbe impossibile raggiungere.
Invede, la difesa in giudizio è un’attività non rientrante nei compiti istituzionali dell’ente (a meno che non sia dotato di un ufficio legale), ma è espressione del generale potere/dovere di resistere in giudizio.

Non sono presenti, allora, i presupposti per l’applicazione della disciplina sugli incarichi: rileva la Sezione Veneto che non è nemmeno possibile programmare in consiglio gli incarichi a legali, non potendosi prevedere il contenzioso.

Gli incarichi ai legali vanno conferito, dunque, in applicazione dell’articolo 27 del codice dei contratti, ponendo in essere la procedura selettiva ivi prevista e configurare la prestazione come appalto di servizi. Essendo il destinatario un professionista, poi, il contratto che regola la prestazione assumerà la forma di contratto d’opera professionale.
 
 (lo)

Corte conti Veneto -7 2009.pdf (49,09KB)