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L’acquisizione di personale trasferito per effetto del conferimento di funzioni da parte della regione comporta nuova spesa di personale, per gli enti locali. Sicchè, se l’ente locale non rispetta il patto di stabilità, non può procedere all’assunzione.
E’ la conclusione tratta dalla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna col parere 27 gennaio 2009, n. 2/2009.
Secondo la magistratura contabile emiliana, le norme statali sul riequlibrio della finanza pubblica, quali sono quelle che fissano le regole sui limiti alla spesa di personale, prevalgono sulle leggi regionali. Anche quelle che col conferimento di funzioni a province e comuni, prevedano l’attribuzione del personale connesso.
E’ il caso della legge regionale 10/2008, in tema di ammodernamento del sistema locale settore del servizio idrico integrato e della gestione dei rifiuti urbani. La norma regionale ha soppresso le agenzie di ambito ottimale, restituendo a province e comuni le funzioni amministrative relative alla materia. L’articolo 42, comma 3, della legge regionale ha previsto il trasferimento del personale assunto a tempo indeterminato presso i soggetti soppressi presso gli enti locali coinvolti nel processo di trasferimento delle funzioni.
Secondo la Sezione Emilia Romagna, il trasferimento è da considerare alla stregua di qualsiasi altra assunzione, consistendo in un incardinamento di nuovo personale da cui deriva il sorgere di un nuovo rapporto d’impiego. Ciò è dimostrato dal fatto che la norma regionale dispone in capo aglidestinatari dei trasferimenti l’obbligo di adeguare le proprie dotazioni organiche, creando, pertanto, nuovi posti di lavoro per il personale trasferito. Con la conseguenza di un incremento della spesa di personale.
L’ampiezza del divieto ad assumere personale a qualsiasi titolo, posto dall’articolo 76, comma 4, della legge 133/2008 nei confronti degli enti non in regola col patto di stabilità, secondo la Sezione, è tale da ricomprendere anche i trasferimenti di personale, conseguenti al conferimento di funzioni da parte delle regioni. Anche perché l’articolo 76, comma 4, rappresenta un’ulteriore manifestazione del lungo impegno del legislatore nazionale nel tentativo raggiungere il riequilibrio della finanza pubblica.
Si deve, però, osservare che la tesi molto rigorosa espressa dalla Sezione Emilia Romagna si scontra con la disposizione contenuta nell’articolo 4, comma 3, lettera i), della legge 59/1997, che enuncia, per il trasferimento di competenze agli enti locali il principio della copertura finanziaria e patrimoniale dei costi per l'esercizio delle funzioni amministrative conferite, dal quale deriva l’obbligo per l’ente che conferisce le funzioni di finanziare anche il connesso trasferimento di personale.
Pertanto, l’opera di conferimento di funzioni dallo Stato o dalle regioni agli enti locali, necessariamente da accompagnare con le occorrenti dotazioni finanziarie, strumentali e di personale, dovrebbe considerarsi ininfluente ai fini della disciplina sia del patto, sia delle spese di personale. Infatti, l’ente locale non è parte attiva, della crescita della spesa, che non deriva da proprie scelte gestionali, ma da una riorganizzazione strategica delle funzioni, da parte di un ente per altro abilitato dall’articolo 118 della Costituzione a ridefinire l’assetto delle funzioni amministrative. Pertanto, appare incongruo che l’ente locale riceva il conferimento di nuove funzioni, senza l’adeguata assegnazione delle risorse, anche di personale, necessarie per la sua gestione.
Semmai, occorre verificare che l’ente conferente trasferisca integralmente la spesa per finanziare gli enti destinatari, senza creare duplicazioni di spesa e funzioni.
Occorre, comunque, un immediato intervento normativo, per coordinare le disposizioni sul contenimento o blocco delle assunzioni, con le norme sul trasferimento di funzioni, a meno di impedire la corretta attuazione del decentramento delle funzioni amministrative, per altro destinato ad un potenziamento, quando si darà attuazione al federalismo fiscale ed alla carta delle autonomie.
Luigi Oliveri

 (lo)