default_mobilelogo

Login

Possibile pagare l'indennità di vacanza contrattuale anche per gli enti locali. Lo consente l'articolo 2, comma 35, della legge 203/2008, a chiusura di una vicenda interpretativa piuttosto complessa.

Per la prima volta l'istituto dell'indennità di vacanza contrattuale risulta effettivamente attuabile, pur essendo da anni previsto dalla contrattazione collettiva ma rimasto lettera morta.

L'applicazione dell'istituto non avverrà, comunque, per iniziativa delle parti contrattuali, che, ancora una volta non hanno avuto modo di applicare una misura di garanzia contro i ritardi dei rinnovi contrattuali, nonostante questi, per il comparto pubblico, non costituiscano l'eccezione, bensì la regola costante.

A supplire contro l'inerzia della contrattazione ci ha pensato il legislatore.Non a caso, le parti sindacali, quando il Governo ha manifestato l'intenzione di intervenire legislativamente, non hanno accolto l'iniziativa con particolare entusiasmo.

Si deve, però, rilevare che l'iniziativa legislativa ha lasciato non poche incertezze. Infatti, dapprima si è intervenuti col d.l. “anticrisi” 185/2008, convertito in legge 2/2009. L'articolo 33, ha previsto il pagamento dell'Ivc solo per le amministrazioni dello Stato, lasciando alle altre una “facoltà”, senza precisare, però, come essa avrebbe potuto essere esercitata. Era rimasto, dunque, il dubbio che si dovesse procedere secondo le procedure concertative previste dalla contrattazione collettiva.

Il dubbio è stato chiarito, sia pure solo indirettamente, dalla legge 203/2008, il cui articolo 2, comma 35, è interpretabile nel senso che la possibilità, per tutte le amministrazioni pubbliche, di erogare l'Ivc discende direttamente dalla legge. Senza, dunque, allo scopo, che sia esercitata alcuna facoltà, né l'intermediazione della contrattazione collettiva.

La Ragioneria Generale dello Stato, in proposito, ha dato una lettura di immediata applicazione dell'indennità, non solo fornendo agli enti, inizialmente, i criteri per il conteggio delle spettanze, ma provvedendo alla compilazione delle tabelle con le spettanze.

Pertanto, gli enti locali possono, anzi debbono, procedere all'erogazione, secondo le tempistiche chiarite dalla Ragioneria, per gli importi indicati.

 (lo)