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Non c’è alcuna possibilità di assumere personale in nessuna forma, compresa mobilità, comando, proroghe di contratti flessibili e collaborazioni, per gli enti non in regola col patto di stabilità.
Lo chiarisce la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Basilicata, col parere 28/2008, che conferma la necessità di fornire un’interpretazione particolarmente rigorosa dell’articolo 76, comma 4, della legge 133/2008.
Il comune aveva formulato l’ipotesi di poter flessibilizzare il precetto dell’articolo 76, comma 4, della legge 133/2008, in tre circostanze.
La prima, riguarda la mobilità di personale proveniente da amministrazioni sottoposte a limitazioni alle assunzioni, ritenuta ammissibile purchè rispettando il principio della compensazione dei costi, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del Dpcm 15 febbraio 2006.
La seconda è l’attivazione dell’istituto del comando di personale dipendente da altre amministrazioni, rilevando che non si tratta, in questo caso, di vera e propria assunzione.
La terza è la proroga di contratti a tempo determinato e di co.co.co., anche in considerazione del fatto che, nel caso segnalato dal comune istante, i dipendenti assunti con quelle forme contrattuali sono preposti a servizi essenziali di manutenzione.
La Corte non ha accolto le tesi del comune, segnalando che in tutti i casi prospettati si determinerebbe una nuova assunzione o, quanto meno, l’aumento della spesa di personale.
Il parere propone una ricostruzione della complessa evoluzione normativa di questi anni, in merito alle limitazioni alle spese di personale. Il filo conduttore del ragionamento proposto dal parere è la particolare attenzione del legislatore al contenimento, anzi alla progressiva riduzione della spesa di personale, in considerazione della sua consistenza rispetto al totale della spesa corrente pubblica.
Le norme delle varie leggi finanziarie e, in particolare, contenute nell’articolo 76, comma 4, sono essenzialmente misure di carattere finanziario, tese al risparmio della spesa specificamente destinata al personale. L’articolo 76, comma 4, impone il divieto assoluto di assumere a qualsiasi titolo come sanzione finanziaria, nei confronti degli enti non in regola col patto di stabilità, al chiaro scopo di porre una limitazione forte a possibili incrementi di una spesa, quella del personale, che se non posta sotto controllo renderebbe difficile il “rientro”.
Pertanto, l’ipotesi della mobilità non è percorribile, perché trattandosi di un’assunzione vera e propria, con “titolo” la mobilità, viola frontalmente il divieto posto dall’articolo 76, comma 4.
Per quanto riguarda il comando, anche se esso non dà vita alla stipulazione di un contratto di lavoro, comporta, però, la crescita della spesa, visto l’obbligo dell’ente che si avvale del personale comandato, di rifondere l’ente di provenienza: ma, tale accrescimento della spesa è in chiaro contrasto con la ratio della norma.
Infine, la proroga dei contratti a termine e co.co.co. è a sua volta in contrasto, perché anch’essa comporta una crescita della spesa.
 (lo)

Corte dei Conti Basilicata - parere 28_2008.pdf (108,97KB)