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Le assunzioni a tempo determinato conseguenti a concorsi pubblici non comportano la violazione dell’articolo 36, comma 3, del d.lgs 165/2001. Anche se reiterate per periodi di tempo superiori ai 3 anni.

Le selezioni pubbliche costituiscono lo strumento corretto per assicurare la provvista annuale dei supplenti nelle scuole gestite dagli enti locali, senza incorrere nella violazione dell'articolo 36, comma 3, del d.lgs 165/2001.

Il parere 56/08 del Dipartimento della Funzione Pubblica conferma che il limite di durata dei rapporti di lavoro flessibili nelle amministrazioni pubbliche, pari a 3 anni nell’ultimo quinquennio, non vale per il caso di una serie di assunzioni a tempo determinato, susseguenti a concorsi pubblici.

Se così non fosse, si violerebbero gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione, limitando il diritto di ciascun cittadino di partecipare ai concorsi pubblici e, ovviamente, se capaci, anche di vincerli ripetutamente.

Infatti, spiega il parere, ogni procedura pubblica di reclutamento di lavoratori a tempo determinato, poiché risponde ad un fabbisogno temporaneo di volta in volta nuovo e diverso, “azzera” eventuali il computo di eventuali periodi lavorativi precedentemente prestati presso la medesima amministrazione.

Pertanto, gli enti locali che annualmente debbono individuare i supplenti per le scuole paritarie e gli asili nido, cui fa espressamente riferimento il parere (ma lo stesso vale per i centri di formazione professionale), possono annualmente coprire i posti vacanti e le supplenze effettuando procedure pubbliche concorsuali applicando le regole previste per il comparto scuola. In tal modo il limite triennale nel quinquennio, stabilito dall’articolo 36, comma 3, non può considerarsi operante.

Esso, del resto, è volto ad evitare che le amministrazioni pubbliche, ricorrendo soprattutto a più forme di lavoro flessibile, continuino ad utilizzare il medesimo lavoratore per periodi prolungati e nelle stesse mansioni, ponendo in essere un chiaro abuso. Infatti, utilizzerebbero per fabbisogni duraturi nel tempo forme flessibili di lavoro, che, invece, possono essere applicate solo allo per far fronte a fabbisogni a loro volta di durata limitata nel tempo.

 (lo)