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Va motivata in base a valutazioni di necessità dell’assegnazione al professionista esterno la decisione di conferire incarichi di collaborazione o consulenza. Non è, dunque, possibile procedere per mera scelta di opportunità, valutabile discrezionalmente.
Lo chiarisce la sentenza della Corte dei conti, Sezione giurisdizionale del Veneto 2 ottobre 2008, n. 1046 che ha condannato i componenti della giunta ed il direttore generale di un comune per aver assegnato illegittimamente un incarico di collaborazione. I giudici contabili hanno considerato il provvedimento di assegnazione dell’incarico produttivo di danno erariale, proprio perché l’unica motivazione dell’attribuzione dell’incarico consisteva nel ritenere “opportuno” avvalersi di un professionista esterno, senza evidenziare le ragioni di necessità di procedere con l’incarico.
La Corte dei conti ribadisce, dunque, come la scelta di assegnare incarichi esterni, allo scopo di scongiurare duplicazione di strutture amministrative e di spesa, non è pienamente discrezionale, ma necessitata, obbligatoria. La discrezionalità, in tema di incarichi esterni, consiste solo nel decidere di svolgere o non svolgere l’attività oggetto della prestazione.
Si può dare corso all’incarico esclusivamente se l’ente rilevi l’assoluta necessità di procedere in tale senso. A tale scopo, occorre verificare il primo tra i presupposti di legittimità presi in considerazione dall’articolo 7, comma 6, del d.lgs 165/2001, cioè l’assoluta impossibilità di utilizzare le risorse interne già esistenti, per carenza oggettiva della professionalità.
Il provvedimento di affidamento dell’incarico, che consiste in una vera e propria determinazione a contrattare, deve dare, allora, integralmente conto del percorso logico e motivazionale, alla base della decisione, proprio per dimostrare che essa è inevitabile, necessaria.
A questo proposito, nel provvedimento è possibile riferirsi agli elementi elencati dal citato articolo 7, comma 6, come condizione per il regolare affidamento di incarichi. Se anche una sola delle condizioni di legittimità – che devono coesistere tutte insieme – dovesse mancare o, comunque, risultare non pienamente motivabile, è segno di un vizio di legittimità, tale da sconsigliare l’adozione del provvedimento dell’incarico.
 (lo)

Corte conti - incarichi esterni motivati solo per necessità.pdf (66,01KB)