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La sentenza del Consiglio di stato, Sezione V, 25 agosto 2008 n. 4081 chiarisce la portata dell’articolo 37 del d.lgs 165/2001, ai sensi del quale “a decorrere dal 1° gennaio 2000 i bandi di concorso per l'accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, prevedono l'accertamento della conoscenza dell'uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di almeno una lingua straniera”.

Palazzo Spada sancisce che le prove volte all’accertamento della conoscenza delle lingue e dell’uso dei software non sono una pura formalità, priva di incidenza ai fini dell’esito finale del concorso. Al contrario, anche se l’articolo 37 non lo preveda espressamente, le amministrazioni pubbliche possono inserire nei bandi di concorso clausole espresse, dalle quali discenda che lo svolgimento delle prove di idoneità in merito alla lingua straniera e all’uso dell’informatica determina una valutazione, utile quale requisito del concorso. In modo tale che il mancato superamento di tali accertamenti possa comportare l’esclusione dal proseguimento delle prove.

A questo scopo, non è necessario che siano adottati regolamenti attuativi dell’articolo 37. In particolare, il regolamento al quale si riferiscono i commi 2 e 3 dell’articolo 37 è da ritenere obbligatorio per le sole amministrazioni statali, non per quelle locali.

Il Consiglio di stato sottolinea che in mancanza di norme regolamentari i bandi possono certamente non solo configurare gli accertamenti quali parti integranti del concorso, altresì fissare i criteri e le modalità di valutazione.

Palazzo Spada conferma che la disposizione si applica direttamente a tutte le amministrazioni pubbliche, compresi gli enti locali, essendo volta ad assicurare criteri omogenei per la selezione dei migliori dipendenti da impiegare per il perseguimento dei fini pubblici.
 (lo)

C stato - prove di idoneità lingue e computer nei concorsi.pdf (39,42KB)