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La circolare 8/08 della Funzione Pubblica torna sull’interpretazione dell’articolo 71 della “manovra finanziaria d’estate”, affrontando la questione delle assenze regolate dalla legge 104/1992.

L’articolo 71 del d.l. 112/2008, convertito in legge 133/2008, determina la possibilità di essere interpretato nel senso che la fruizione frazionata nel corso della giornata “lunga di lavoro”, determini in ogni caso, anche laddove il dipendente non fruisse ad ore del permesso, l’erosione del plafond orario. Tuttavia, Palazzo Vidoni chiarisce che l’utilizzo del permesso a giornata, e non in modo frazionato, non comporta la riconduzione al monte mensile di 18 ore previsto dalla contrattazione collettiva.

In altre parole, se il dipendente utilizza i permessi della legge 104/1992 nel massimo delle 3 giornate previste dal comma 3 dell’articolo 33 nelle giornate “lunghe”, può totalizzare anche più delle 18 ore, previste come massimo dal Ccnl. Solo la decisione espressa di avvalersi dei permessi in modo frazionato implica il rispetto pedissequo del monte ore previsto dalla contrattazione.

La circolare spiega che l’articolo 71 non ha modificato le disposizioni dell’articolo 33, comma 6, della legge 104/1992, sicchè i regimi di fruizione non frazionata, in quanto determinati dalla legge, non sono intaccati. Resta, quindi, anche la possibilità di utilizzare i permessi giornalieri di due ore, non cumulabili con le tre giornate di permesso.

La circolare si occupa anche di altri aspetti, quali la regolazione delle visite specialistiche. Secondo la Funzione Pubblica la manovra d’estate non ha cambiato il regime normativo vigente, sicchè le assenze connesse a tali eventi sono da regolare secondo il regime giuridico dell’istituto giustificativo dell’assenza di volta in volta scelto dal dipendente. Dunque, si applicano le decurtazioni per i primi 10 giorni di malattia solo quando il dipendente per le visite diagnostiche si colloca in malattia, non se utilizza permessi brevi, le tre giornate di permesso per esigenze personali o familiari o ferie. Qualora il regime giustificativo sia quello della malattia, si dovranno applicare anche le disposizioni dell’articolo 71 relative alle certificazioni: vale l’obbligo di rivolgersi a strutture pubbliche o medici convenzionati nel caso di evento superiore ai 10 giorni o di terzo evento nel corso dell’anno.

La circolare precisa che “nel caso di imputazione dell’assenza per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici a malattia, l’amministrazione che ha conoscenza della circostanza a seguito della comunicazione del dipendente deve valutare di volta in volta, in relazione alla specificità delle situazioni, se richiedere la visita domiciliare di controllo per i giorni di riferimento. In tal caso possono ricorrere quelle “esigenze funzionali ed organizzative” di cui si deve tener conto nel richiedere la visita fiscale secondo l’art. 71, comma 3, del d.l. n. 112 del 2008. Infatti, il tentativo di effettuare l’accesso al domicilio del lavoratore da parte del medico della struttura competente potrebbe configurarsi come ingiustificato aggravio di spesa per l’amministrazione in quanto, in assenza del dipendente, potrebbe non avere lo scopo di convalidare la prognosi”.

In quanto ai permessi per donazioni di sangue e midollo osseo, la circolare ricorda che il d.l. 112/2008, convertito in legge 133/2008 non ha preso in considerazione i permessi per donazione di sangue e midollo di cui all’articolo 1 della legge 584/1967 e all’articolo 5 della legge 52/2001. Per tale ragione, non può ritenersi che detta normativa sia stata modificata, anche implicitamente, dalla manovra estiva.

 (lo)
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