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Non c'è accordo tra Aran e Funzione pubblica sulla definizione di trattamento economico fondamentale, ai fini dell'applicazione delle disposizioni dell'articolo 71 del dl.l. 112/2008.

L’Aran col parere 795-21C7 ritiene che le penalizzazioni per le malattie coinvolgono non solo il salario accessorio scaturente dall’incentivazione alla produttività e dalle indennità legate alla concreta presenza in servizio (rischio, turno, ecc..), ma anche le retribuzioni di posizione dei funzionari incaricati nell’area delle posizioni organizzative e, per gli enti locali, l’indennità di comparto.

Palazzo Vidoni, invece, nella circolare 7/08 ritiene che, per i dirigenti, la retribuzione di posizione rientri nel trattamento economico fondamentale, sicchè non deve essere intaccato dalle trattenute previste dall’articolo 71.

Non pare, tuttavia, possibile che una medesima voce retributiva come la “retribuzione di posizione”, possa trovare differente trattamento, a seconda che essa riguardi i dipendenti con qualifica dirigenziale o meno. Posto che la retribuzione di posizione è  trattamento fondamentale per la dirigenza, altrettanto dovrebbe dirsi valere per le posizioni organizzative. La tesi della Funzione Pubblica dovrebbe, dunque,  estendersi anche ai funzionari incaricati come “quadri”. Se si accettasse quella  dell’Aran, ragioni di razionalità indurrebbero a  considerare come salario accessorio anche la retribuzione di posizione della dirigenza.

In effetti, la retribuzione di posizione si presta ad essere vista come “indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo”, utilizzando le poco chiare espressioni dell’articolo 71, comma 1, del d.l. 112/2008.

Però, se lo scopo della norma è esentare l’amministrazione dal pagare le prestazioni connesse con l’effettiva presenza in servizio, nei casi di malattia del dipendente, appare contraddittorio applicarne le conseguenze per una retribuzione, come quella di posizione, che per sua natura non è agganciata alla presenza in servizio, bensì al valore “a vuoto” dell’incarico assegnato, che dipende  dai risultati richiesti e dalle responsabilità connesse.

Per queste ragioni, appare più convincente la visione della Funzione Pubblica. Sarebbe, però, opportuno che le autorità si mettessero d’accordo tra loro. Il contrasto interpretativo potrebbe esporrre le amministrazioni ad azioni di responsabilità avviate dalla Ragioneria Generale dello Stato o dalla Corte dei conti. Il legislatore dovrebbe risolvere con urgenza la questione, indicando con precisione le voci salariali oggetto delle trattenute.

Non convince, poi, l’opinione dell’Aran secondo la quale possa considerarsi come salario accessorio l’indennità di comparto, per gli enti locali: essa ha la medesima natura giuridica del trattamento economico per progressione orizzontale, riconosciuto sia da Aran, sia da Funzione Pubblica esente dalle trattenute.

 (lo)

parerearanmalattia.pdf (17,63KB)