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I medici di base convenzionati potranno continuare ad emettere i certificati, anche nei casi di malattie di durata superiore ai 10 giorni o laddove il dipendente sia giunto alla terza malattia nell’anno solare.

A chiarirlo è il Dipartimento della Funzione Pubblica, Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni, col parere 45/2008 che corregge il tiro  dell’articolo 71, comma 2, del d.l. 112/2008.

La disposizione prevede che “nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica”.

A pochi giorni dall’entrata in vigore del decreto legge, tuttavia, si è rilevato che tali "strutture", per un verso, non sono state individuate ma, soprattutto, non risultano atti o provvedimenti di organizzazione del nuovo carico di lavoro.

Il parere 45/2008 della Funzione Pubblica, allo scopo di evitare situazioni di confusione, chiarisce che le strutture pubbliche sono sia i presidi ospedalieri, sia quelli ambulatoriali del servizio sanitario nazionale. Inoltre, sottolinea che  tra i soggetti competenti al rilascio delle certificazioni, restano ancora i medici di base convenzionati. La validità dei certificati non dipende, infatti, solo dal fatto che il medico che lo rilascia dipenda direttamente da un ente del servizio sanitario.

I medici di base restano competenti, in applicazione dei contratti collettivi attuativi dell’articolo 8 del d.lgs 502/1992, che espressamente assegnano loro lo svolgimento di questa funzione.

E' da auspicare che il ripensamento passi attraverso una modifica (o anche l’abolizione) del comma 2 dell’articolo 71 del decreto legge, in sede di conversione.

 (lo)

Parere_Lavoro_malattia_04.07.08.pdf (76,23KB)