default_mobilelogo

Login

La sottoposizione delle concessioni di servizi all’applicazione dei principi di cui al D.Lgs. n. 163/06 e non alle singole disposizioni ingenera nella stazioni appaltanti un certo disorientamento sulla specifica disciplina da inserire nel bando o nella lettera invito.

Come noto la differenza tra le concessioni e gli appalti di servizi è costituita dal cd. fattore rischio e conseguentemente dal corrispettivo. Le concessioni, infatti, si caratterizzano per la traslazione dell’alea inerente una certa attività in capo al soggetto privato. Qualora l’operatore economico si assuma i rischi della gestione del servizio rifacendosi sull’utente mediante la riscossione di qualsiasi tipo di canone, tariffa o diritto si ricade nell’ambito di applicazione dell’art. 30 del Codice dei  contratti rubricato “Concessione di servizi”. Sono proprio le modalità della remunerazione a costituire il tratto distintivo rispetto all’appalto di servizi nel quale l’onere viene a gravare sull’Amministrazione. La natura del contratto di concessione è quindi aleatoria, in opposizione al carattere commutativo del contratto d’appalto.

L’altro carattere distintivo attiene, invece, ai destinatari. La concessione di servizi ha ad oggetto un servizio pubblico fornito alla collettività indistinta degli utenti; nel caso dell’appalto il servizio ha come destinatario la pubblica amministrazione appaltante.

Con riferimento alla disciplina relativa alle concessioni di servizi, come ricordato da una giurisprudenza conforme e dallo stesso disposto normativo, l’affidamento deve avvenire nel rispetto dei principi desumibili dal Trattato e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità, previa gara informale a cui sono invitati almeno cinque concorrenti, se sussistono in tale numero soggetti qualificati in relazione all’oggetto della concessione, e con predeterminazione dei criteri selettivi (art. 30, comma 3 d.lgs. 163/06) - T.A.R. Puglia Bari, sez I, sentenza n. 716 del 12/04/2012.

Il primo adempimento da parte della stazione appaltante consiste nella determinazione della base d’asta che, come ricordato dall’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici, nella deliberazione n. 61 del 20 giugno 2012, deve essere calcolata in ottemperanza al disposto di cui all’art. 29 del D.Lgs. n. 163/06, tenendo conto che l’importo totale pagabile in caso di concessione di servizi è costituito oltre che dal valore del canone pagato dal concessionario, anche dal prezzo versato dagli utenti.

L’esatta determinazione del valore dell’appalto assume rilievo sotto molteplici aspetti ed in particolare:

a)       ai fini della corretta individuazione degli operatori economici interessati a prestare il servizio;

b)       con riferimento alla disciplina relativa alla pubblicità;

c)       in ordine alla determinazione dell’entità delle cauzioni o del contributo dovuto all’A.V.C.P.

In ordine al punto di cui alla lettera b)  la stessa giurisprudenza  ha chiarito che in caso di concessione sotto soglia non costituisce requisito imprescindibile la pubblicazione sulla G.U.R.I., richiesta dall’art. 124 del D.Lgs. 163/06 per gli appalti sotto soglia. Il Consiglio di Stato con una recente sentenza del 2 luglio 2012,  n. 3843, ha, infatti, affermato che alle concessioni di servizi si applicano i principi desumibili dal Trattato, non costituendo la pubblicazione sulla G.U.R.I. una condizione irrinunciabile a garanzia del rispetto dei principi di trasparenza e di adeguata pubblicità. Con riferimento agli appalti sopra soglia la stessa A.V.C.P. nella deliberazione su indicata afferma, richiamando gli orientamenti della Corte di giustizia, l’opportunità di pubblicare gli avvisi sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

 La richiesta di una cauzione provvisoria, di cui al punto c), ex art. 75 del D.Lgs. n. .163/06 è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante, considerato che non può essere sottovalutato il carattere cogente della cd. autodeterminazione vincolistica, a tutela dell’interesse pubblico perseguito da quest’ultima. (Consiglio di Stato sez VI sentenza del 26/06/2012 n. 3764).

Un adempimento ulteriore confermato dall’A.V.C.P. consiste nell’acquisizione del C.I.G. e nel conseguente versamento del contributo all’Autorità come confermato nella FAQ A12 in materia di Obblighi informativi verso l’Autorità, reperibile all’indirizzo: www.avcp.it.

 

 (stefano.pozzer)