default_mobilelogo

Login

Nella Gazzetta ufficiale n. 185 del 9 agosto 2012 è stata pubblicata la determinazione n. 3/2012 emessa dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici il 1° agosto 2012 con la quale sono stati forniti alle stazioni appaltanti chiarimenti in ordine alle modalità di affidamento delle convenzioni che gli enti pubblici possono stipulare con le cd. cooperative sociali di tipo B, finalizzate alla fornitura di determinati beni e servizi - diversi da quelli socio-sanitari ed educativi - in deroga alle procedure di cui al Codice dei contratti, purché detti affidamenti siano di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria.

Ciò in quanto l’oggetto della convenzione non si esaurisce nella mera fornitura di beni e servizi, ma è qualificato dal perseguimento di una peculiare finalità di carattere sociale, consistente nel reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Occorre, pertanto, che il profilo del reinserimento lavorativo, unitamente al successivo monitoraggio dello stesso in termini quantitativi e qualitativi, sia posto al centro della convenzione e, a monte, della determina a contrarre adottata dalla stazione appaltante ex art. 11, comma 2, del Codice dei contratti.

L’utilizzo dello strumento convenzionale è ammesso per la fornitura di beni e servizi strumentali, cioè svolti in favore della pubblica amministrazione e riferibili ad esigenze strumentali della stessa. Occorre tuttavia precisare che l’attività delle cooperative di tipo B può riguardare servizi diversi da quelli strumentali, nell’ambito di specifici appalti, nel caso in cui il servizio all’utenza sia espletato direttamente dalla stazione appaltante.

Ciò premesso, in relazione alle concrete modalità di affidamento della convenzione l’Autorità ha precisato che:

- alla stipula si addiviene nel rispetto delle legislazioni regionali applicabili, le quali devono essere, tuttavia, coerenti con la legislazione nazionale. In particolare, poichè l’utilizzo di risorse pubbliche impone il rispetto dei principi generali della trasparenza e della par condicio, non è ammesso l’utilizzo dello strumento convenzionale che si traduca in una deroga completa al generale obbligo di confronto concorrenziale;

- nell’ambito della programmazione dell’attività contrattuale per l’acquisizione di beni e servizi l’ente deve individuare le esigenze di approvvigionamento di beni e servizi che possono essere soddisfatte mediante le convenzioni ex art. 5 della legge n. 381/1991, cui farà seguito la pubblicazione, sul proprio profilo del committente, di un avviso pubblico, atto a rendere nota la volontà di riservare parte degli appalti di determinati servizi e forniture alle cooperative sociali di tipo B, per le finalità di reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. L’ente, ove sussistano più cooperative interessate alla stipula della convenzione, deve promuovere l’esperimento di una procedura competitiva di tipo negoziato tra tali soggetti. In tali casi, nella lettera di invito, l'ente deve specificare gli obiettivi di inserimento sociale e lavorativo che intende perseguire mediante la stipula della convenzione ed i criteri in base ai quali saranno comparate le diverse soluzioni tecniche presentate da parte delle cooperative;

- l’ambito della deroga al Codice dei contratti è limitato alle sole procedure di aggiudicazione. E’ quindi applicabile la disciplina dettata dal Codice dei contratti e dal Regolamento attuativo sia per quanto attiene ai requisiti di partecipazione ed alle specifiche tecniche sia per l’esecuzione delle prestazioni, nonché con riguardo agli obblighi di comunicazione nei confronti dell’Autorità. Anche in caso di importi di valore inferiore alle soglie comunitarie, eventuali limitazioni territoriali  possono porsi in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all’articolo 3 della Costituzione e con la normativa comunitaria;

- la fase dell’esecuzione delle prestazioni oggetto di convenzione resta sottoposta a tutte le norme non espressamente derogate e, in particolare, alle disposizioni che regolano gli  appalti di servizi e forniture sotto soglia, in ossequio a quanto previsto dall’art. 121 del Codice dei contratti.

L’Autorità si sofferma, quindi, sui controlli da esperirsi in corso di esecuzione e sulle clausole sociali.

In relazione ai primi precisa che essi concernono, in primo luogo, il permanere delle condizioni che legittimano l’applicazione dell’art. 5 della legge n. 381/1991 e, in secondo luogo, la verifica del concreto perseguimento della finalità di reinserimento lavorativo.

Quanto alle clausole sociali precisa che quando gli atti di gara prevedono, fra le condizioni di esecuzione, l’obbligo di eseguire il contratto con l’impiego di persone svantaggiate correlativamente all’adozione di specifici programmi di recupero e inserimento lavorativo, le stazioni appaltanti devono poi vigilare sul rispetto del singolo programma di lavoro che accompagna ciascun inserimento lavorativo, fissando le condizioni in modo chiaro nei documenti di gara. Ovviamente, le clausole sociali inserite devono essere compatibili con il diritto comunitario e, in particolare, con i principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità.

Sotto il profilo formale, la stazione appaltante è tenuta a prevedere la clausola sociale nel capitolato speciale di appalto e nel bando di gara, onorando gli obblighi pubblicitari richiesti dalla norma.

Il testo integrale della determina è rinvenibile all’indirizzo http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5145

 

 (Elena Brandolini)