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Una soluzione al problema delle verifiche sul rispetto della posizione previdenziale degli appaltatori viene offerta dal decreto-semplificazione.

Infatti, in materia di appalti pubblici si prevede la creazione di una banca dati nazionale dei contratti pubblici (B.D.N.C.P.), alla quale tutti i soggetti pubblici e privati dovranno conferire i dati e i documenti relativi al possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario previsti dal D. Lgs. n. 163/2006, per la partecipazione agli appalti.

L’intento è creare una banca dati on-line, alla quale le stazioni appaltanti potranno attingere per acquisire le informazioni connesse al possesso dei requisiti degli appaltatori.

Se le cose andranno come il disegno immaginato dal ministro Patroni Griffi auspica, quando la banca dati sarà operativa e tutte le Amministrazioni avranno il dovere di verificare i requisiti esclusivamente controllando i dati in essa conservati.

Tra i requisiti di ordine generale previsti dall’articolo 38 del codice dei contratti vi è quello di non aver commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali: si tratta di informazioni attestate o, meglio, certificate tramite il D.U.R.C.

In merito, come è noto, si è recentemente espresso il Ministero del lavoro che con la nota 16 gennaio 2012, n. 619 ha sostenuto la non autocertificabilità del D.U.R.C. Tale tesi è erronea e destituita di fondamento proprio dall’articolo 38, comma 2, del D. Lgs.n. 163/2006, che considera espressamente sostituibile da dichiarazioni ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 la situazione di regolarità previdenziale.

Le informazioni certificate dal D.U.R.C., dunque, non solo possono, ma devono essere oggetto di dichiarazioni sostitutive. Oggi, tuttavia, l’unico sistema per verificarne la veridicità è chiedere o ad I.N.P.S., I.N.A.I.L. o Cassa edile l’emanazione del D.U.R.C., che in quanto vero e proprio certificato non potrebbe essere utilizzato dalle pubbliche amministrazioni. Un grave contrasto operativo, cagionato dalla frettolosa normativa in tema di semplificazione amministrativa, introdotta dalla legge n. 183/2011.

La Banca dati nazionale dei contratti pubblici rappresenta la soluzione al problema. Se, infatti, sarà obbligatorio conferirvi tutti i dati relativi ai requisiti generali I.N.P.S., I.N.A.I.L. o Cassa edile saranno tenute ad aggiornare detta Banca dati. Le Amministrazioni appaltanti, dunque, finalmente invece di dover chiedere l’emissione del D.U.R.C. (ed aspettare 30 giorni), potranno accedere direttamente alle informazioni on-line, senza che venga emesso alcun certificato. E senza nessun conflitto con la normativa un po’ avventuristica introdotta in merito dalla legge di stabilità.

 (lo)