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I Comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti che siano riusciti a conseguire “significativi livelli di efficacia ed efficienza nella gestione, mediante convenzione, delle rispettive attribuzioni” (attestati dall’ente e verificati dal Ministero dell’interno), possono scegliere, entro il 30 settembre 2012, di continuare ad esercitare secondo tali forme e modalità tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti (sulla base della legislazione vigente), senza alcun onere di adeguare il perimetro dimensionale delle convenzioni ad una soglia demografica minima.

Ciò perché la ratio delle disposizioni introdotte dalla cd manovra estiva (D.L. n. 138/2011 convertito in legge n. 148/2011) è quella di salvaguardare le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica, garantendo l’efficienza nell’esercizio delle funzioni e nella erogazione dei servizi di competenza degli enti decentrati. Qualora tale obiettivo sia già stato conseguito attraverso gli attuali assetti delle gestioni associate non sussiste alcun motivo per stravolgerne la composizione.

Proprio per questo motivo il legislatore, nel caso della convenzione, non prevede una soglia demografica complessiva ma fa carico al Ministero dell’interno di accertare “caso per caso” il conseguimento di "significativi livelli di efficacia ed efficienza nella gestione" sulla base di appositi standards determinati con proprio decreto.

In caso di esito positivo delle verifiche le amministrazioni territoriali potranno proseguire l’esercizio delle funzioni di competenza attraverso gli attuali moduli organizzativi, in caso contrario dovranno esercitarle obbligatoriamente attraverso la costituzione di unioni di comuni che comprendano una popolazione superiore a 5.000 abitanti, ovvero a 3.000 abitanti nel caso di comuni che appartengano o siano appartenuti a comunità montane (salve deroghe da parte del legislatore regionale).

In definitiva, "nessun limite di soglia demografica minima sussiste per i Comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, che optino per l’esercizio di tutte le funzioni amministrative ed i servizi pubblici in convenzione entro il 30 settembre 2012".

Invece i Comuni di entità demografica compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti, dovranno esercitare le funzioni fondamentali in forma associata scegliendo tra le opzioni della unione e della convenzione, ma a condizione che il modulo organizzativo adottato raggiunga il limite-soglia di 10.000 abitanti.

Alle regioni è riconosciuta la facoltà di individuare limiti diversi nel termine (non perentorio)  di due mesi dalla data di entrata in vigore della legge n. 148/2011.

In attesa della definitiva individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali questo regime trova applicazione con riferimento alle competenze elencate nell’ articolo 21, comma 2, della legge n. 42 del 2009, ed in particolare:

a)  alle  funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della legge delega sul federalismo;

b)  alle  funzioni di polizia locale;

c)  alle  funzioni di istruzione pubblica, compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l'edilizia scolastica;

d)  alle funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;

e)  alle  funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato;

f)  alle funzioni del settore sociale.

Rispetto alle funzioni individuate dal D.P.R. n. 194/1996 non risultano dunque comprese le competenze relative ai seguenti ambiti: giustizia; cultura e beni culturali; settore sportivo e ricreativo; turismo; sviluppo economico; servizi produttivi (oltre alle funzioni concernenti edilizia residenziale pubblica e locale, piani di edilizia e servizio idrico integrato, espressamente escluse).

 (D.I.)