default_mobilelogo

Login

Gli enti soggetti al patto di stabilità non devono contenere le assunzioni di personale a tempo determinato entro il 20% della spesa corrispondente alle cessazioni intervenute nel 2010.

Non è condivisibile, dunque, l’orientamento espresso, in proposito, dalla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, con il parere 31 marzo 2011, n. 167, del resto smentito subito dopo dalla deliberazione della Corte dei conti, sezioni riunite 4 aprile 2011, n. 20. 

La sezione regionale di controllo per la Lombardia ha sostenuto che per gli enti soggetti al patto di stabilità il tetto di spesa alle assunzioni pari al 20% del costo delle cessazioni avvenute l’anno precedente, si estende anche alle cessazioni dei lavori a tempo determinato. Ciò sarebbe conseguenza del divieto di assumere, espressamente previsto per gli enti la cui incidenza della spesa di personale sul totale di quella corrente sia superiore al 40%. Infatti, tale sanzione non consente di assumere personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto, compresi quelli a termine. La sanzione, allora, deve riguardare anche i contratti a tempo determinato, il cui costo rientra nel complesso della spesa di personale, sicchè la parte finale dell’articolo 76, comma 7, novellato, della legge n. 133/2008, ove limita le assunzioni entro il 20% dei costi delle cessazioni, deve necessariamente riguardare anche i costi della spesa per assunzioni a tempo determinato.

Alle valutazioni della sezione Lombardia si possono opporre molte osservazioni critiche, a partire dalla facile obiezione che così operando, gli enti locali potrebbero fare molte più assunzioni a tempo indeterminato di quelle possibili, se, come la norma certamente richiede, il 20% si applicasse alle sole cessazioni di dipendenti di ruolo. Ancora, la legge n. 122/2010 ha previsto solo come principio, per gli enti locali, la riduzione dei contratti flessibili, novellando l’articolo 1, comma 557, della legge  n. 296/2006: non si vede come si possa tradurre un principio in una norma che fissi una misura precisa di contenimento della spesa.

In ogni caso, ci ha pensato la delibera n. 20/2011 delle Sezioni Riunite a dirimere la questione, prima ancora che si sia posto il tema di coordinamento per nomofilachia. Infatti, le sezioni riunite affermano: “il vincolo assunzionale inerente alle cessazioni avvenute nell’esercizio precedente, di cui al combinato disposto delle disposizioni in esame, si riferisca esclusivamente alle assunzioni a tempo indeterminato”.

Per quanto il caso affrontato dalle SS.RR. riguardi i rapporti di collaborazione (del resto anch’essi compresi nel costo complessivo del personale), il parere è chiaro. Gli enti locali sogetti al patto possono e debbono fare affidamento sulla lettura data dalla delibera n. 20/2011 per dare corretta e legittima applicazione al tetto della spesa limitandolo alle sole cessazioni del personale a tempo indeterminato.

 (lo)