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La doverosa applicazione del D. Lgs. n. 150/2009 esclude la condotta antisindacale. Il giudice del lavoro di Venezia, confermando l’orientamento già espresso in precedenza dalla sentenza del Tribunale di Pesaro n. 417/2010, con decreto 14 marzo 2011 chiarisce che la riforma Brunetta è immediatamente operativa, respingendo direttamente l’ennesimo ricorso ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori presentato da una sigla sindacale.

Occasione del ricorso era stata la decisione di un dirigente scolastico di non sottoporre alla contrattazione decentrata materie che, pur essendo rimesse a tale forma di relazione dall’articolo 6, lettera m), del Ccnl 29 novembre 2007 del comparto scuola, riguardavano tuttavia l’organizzazione degli uffici e la gestione del personale. Il dirigente scolastico aveva correttamente rilevato che detti ambiti sono attribuiti dal D. Lgs. n. 150/2009 all’esclusiva competenza della dirigenza, sì da non ammettere alcuna relazione sindacale se non quella dell’informazione.

Il giudice veneziano ha concluso che il dirigente scolastico abbia posto in essere una condotta antisindacale, mostrandosi contrario alla contrattazione decentrata sulla base di un proprio convincimento. Secondo il giudice del lavoro, il dirigente ha operato bene e adempiendo a veri e propri doveri giuridici. Egli ha dovuto da un lato rispettare le previsioni della circolare n. 7/2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica; dall’altro, essendo gravato dell’obbligo di adottare gli atti di organizzazione dell’ufficio, era tenuto a fornire una propria interpretazione circa l’ambito temporale di applicazione del D. Lgs. n. 150/2009. Il giudice del lavoro di Venezia, dunque, ritiene che la circolare n. 7/2010 di Palazzo Vidoni costituisca parametro essenziale del corretto operare delle amministrazioni, all’opposto di quanto ritenuto, invece, dal giudice del lavoro di Trieste col decreto 6 ottobre 2010.

L’assenza della condotta antisindacale, oltre tutto, secondo il giudice veneziano, nel caso di specie è stata ulteriormente dimostrata dalla circostanza che il dirigente scolastico ha agito con lo specifico intento di non arrecare danni alle prerogative sindacali: infatti ha proseguito nella negoziazione integrativa fino a tutto il 31 dicembre 2010, nonostante il mancato consenso del sindacato.

Ancora, il decreto del giudice veneziano spiega anche perché l’articolo 65 del D. Lgs   n.150/2009 non costituisca ostacolo alla piena applicabilità della riforma Brunetta. Tale norma si limita a mantenere in vita solo i contratti decentrati vigenti al 15 novembre 2009, ma fino al 31 dicembre 2010 (per le amministrazioni locali, il termine è al 31 dicembre 2011). Secondo il giudice veneziano se i contratti decentrati già vigenti al momento dell’entrata in vigore della riforma restano efficaci al verificarsi delle scadenze previste proprio dall’articolo 65 “tanto più deve ritenersi esclusa la possibilità di stipulare nuovi contratti integrativi in contrasto con la disciplina di cui al D. Lgs. 150/09”.

 

 (lo)