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Progressioni orizzontali retroattive vietate. Il parere 23 febbraio 2011, n. 100 della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Lombardia chiarisce l’illegittimità di progressioni economiche fissate a posteriori, dopo il periodo di “osservazione”. E suggerisce la possibilità di attivare progressioni orizzontali solo giuridiche.

La Sezione si è pronunciata sul quesito di un comune, che chiedeva se fosse possibile attivare la progressione orizzontale nell’ambito della categoria B, prevista inizialmente per il 2006 alla quale non venne più dato corso, stabilendo di procedere nel 2011.

La magistratura contabile si mostra decisamente contraria, motivando il proprio parere sulla base della tesi sostenuta dall'ARAN in sede consultiva, quesito 399-5F4, e richiamando il proprio precedente parere espresso con la delibera n. 589/2010/PAR, secondo la quale “la decorrenza delle progressioni economiche non possa essere antecedente al momento in cui si determina la disponibilità delle risorse finanziarie e, quindi, al momento in cui le parti determinano di attivare l’istituto stesso delle progressioni orizzontali. Entro tali limiti, è possibile che la contrattazione integrativa decentrata, con cadenza annuale, stabilisca, in termini quantitativi, le risorse da destinare alle progressioni orizzontali”.

Dunque, al fine di attivare legittimamente la spesa per finanziare le progressioni orizzontali, l’accordo decentrato col quale si stabilisce di destinare le risorse necessarie a tale istituto, deve precedere l’avvio del procedimento selettivo. In questo modo, oltre tutto, si consente ai lavoratori di adeguare i propri comportamenti operativi, ai fini di concorrere con cognizione di causa alla selezione.

Sulla possibilità, invece, di attivare progressioni orizzontali solo giuridiche, il parere  n. 100/2011 ribadisce quanto già evidenziato dalla sezione Lombardia col parere 7 febbraio 20110, n. 69. Secondo la Sezione, l’articolo 9, comma 21, della legge n. 122/2010 sarebbe applicabile non solo alle progressioni di carriera, ma a qualsiasi tipo di progressione comunque denominata, comprese, dunque, le progressioni orizzontali.

Tale opinione, però, non appare condivisibile. Nel sistema di classificazione del personale degli enti locali non è rinvenibile la possibilità di progressioni orizzontali con effetti solo giuridici, ma non economici. Infatti, ai sensi dell’articolo 5 del Ccnl 31 marzo 1999 le progressioni orizzontali hanno esclusivamente effetti economici, come dimostra il comma 1: “all’interno di ciascuna categoria è prevista una progressione economica che si realizza mediante la previsione, dopo il trattamento tabellare iniziale, di successivi incrementi economici”.

Sicchè, la progressione economica negli enti locali non comporta alcun cambiamento di profilo o di mansione, né di posizione gerarchica, nessuna modificazione oggettiva della prestazione lavorativa resa.

L’ipotesi della progressione orizzontale solo giuridica, dunque, non è coerente con la disciplina contrattuale. Progressioni orizzontali solo giuridiche costituiscono una specie di diritto di prelazione del dipendente a pretendere nel 2014 un incremento stipendiale, senza che l’ente possa nemmeno sapere con certezza se tra tre anni disporrà, nel fondo, delle risorse necessarie.

 

 (lo)