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Salve dal taglio del 50% rispetto al 2009 le spese per la formazione del personale obbligatoria per legge.

E’ la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Lombardia, a chiarirlo col parere 3 marzo 2011, n. 116.

La Sezione ritiene che l’articolo 6, comma 13, del D. L. n. 78/2010, convertito in legge n. 122/2010 non incide sulla formazione obbligatoriamente disposta dalla legge ai dipendenti. Nel caso di specie, la magistratura contabile si è occupata delle spese per corsi obbligatori ai sensi del D. Lgs. n.  81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro, come per esempio i corsi antincendio e primo soccorso. Il tenore della pronuncia, comunque, vale per ogni attività formativa, imposta dalla legge.

Il taglio della spesa, stando a quanto conclude la sezione Lombardia, riguarda solo interventi formativi decisi o autorizzati “discrezionalmente”, nell’ambito, cioè di programmi formativi autonomamente fissati e disposti dall’ente, per sopperire a fabbisogni formativi rilevati in base ad esigenze interne, non imposte dalla legge.

Non è possibile estendere ulteriormente le indicazioni fornite dalla magistratura contabile. Infatti l’articolo 23, comma 2, del Ccnl 1 aprile 1999 del comparto regioni-enti locali, che pure indica di destinare alla formazione almeno l’1% del monte salari, non consente determina deroga alle disposizioni della manovra estiva 2010. Infatti, si tratta di fonte contrattuale e non legislativa e, comunque, è chiaro l’intento della manovra di operare proprio una riduzione degli stanziamenti e delle spese per la formazione “discrezionale”.

 

 (lo)