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Agli enti locali non in regola col patto di stabilità nel 2009 non è consentito incrementare nel 2011 le risorse variabili dei fondi della contrattazione decentrata. Infatti, la disciplina sanzionatoria del patto di stabilità si somma alle previsioni contenute nell'articolo 9, comma 2-bis, del d.l. 78/2010, convertito in legge 122/2010.  

 

 

La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo della Lombardia col parere 27 ottobre 2010, n. 972 evidenzia le conseguenze molto severe, ma inevitabili, della normativa vigente.  

 

 

Occasione della pronuncia della Sezione è stato un quesito finalizzato a verificare la possibilità di incrementare le risorse decentrate nel 2011 da parte di un comune che avesse violato il patto di stabilità nel 2009 e che, in conseguenza di ciò, non avesse potuto incrementare le risorse decentrate nel 2010. La richiesta di parere ha evindenziato che l'affermazione dell'impossibilità di ammettere l'incremento delle risorse nel 2011, ovviamente sempre nel rispetto del tetto di spesa 2010, penalizzarebbe eccessivamente ed esclusivamente i dipendenti.  

 

 

L'articolo 9, comma 2-bis, della legge 122/2010, come noto, congela l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale al corrispondente importo dell'anno 2010.

 

Secondo la Corte dei conti, la gestione del fondo destinato alle risorse della contrattazione decentrata non può non soggiacere alle regole di finanza pubblica, poiché è il legislatore stesso a connettere esplicitamente il rispetto del patto di stabilità col principio della riduzione della spesa di personale, della quale i fondi della contrattazione sono, ovviamente, parte integrante.

 

Il parere della Sezione Lombardia sottolinea come il legislatore con la manovra economica 2010 muove da un'ottica diversa rispetto al sistema delle sanzioni disposte per violazione del patto di stabilità. Anche per questa ragione, tuttavia, gli effetti di vincolo alla crescita dei costi della contrattazione decentrata si sommano a quelli previsti dalle specifiche sanzioni per la violazione del patto, anche se ciò determini effetti negativi sulla dinamica retributiva dei dipendenti. Ma si tratta solamente di un evento di fatto, non utilizzabile come argomentazione per sostenere una tesi più elastica, in quanto rientra nella tipica sfera di valutazione liberamente discrezionale del legislatore adottare scelte di politica finanziaria restrittiva.

 (lo)