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Per la Corte dei conti della Toscana non c’è modo di mantenere nel fondo della contrattazione decentrata gli incrementi facoltativi superiori al limite del 3,2% che non siano stati erogati entro il maggio del 2010.

La sezione regionale di controllo della magistratura contabile toscana si è espressa col parere 20 ottobre 2010, n. 123/2010/PAR, alla luce del quale, la questione interpretativa sulla portata dell’articolo 9, comma 4, della manovra economica estiva 2010 potrebbe considerarsi chiusa.

Il parere sostanzialmente accoglie le tesi provenienti, per altro solo informalmente, dal Ministero dell’economia secondo le quali il tenore letterale dell’articolo 9, comma 4, del d.l. 78/2010, convertito in legge 122/2010 evidenzia in capo alle amministrazioni il divieto di erogare trattamenti accessori finanziati con incrementi per effetto dei quali si sfori la soglia del 3,2% fissata dalla legge finanziaria. Lo dimostra, secondo il parere, l’espressa declaratoria di inefficacia delle clausole difformi a decorrere dalla mensilità successiva alla data di entrata del d.l. 78/2010, col conseguente obbligo di adeguamento dei trattamenti retributivi.

Sempre aderendo alle tesi prevalenti sulla portata dell’articolo 9, comma 4, il parere afferma che qualora il singolo ente abbia integrato il fondo con l’incremento facoltativo ed abbia erogato compensi concernenti incentivi alla produttività al personale entro il mese di maggio 2010 a valere sul fondo 2009, non sarebbe obbligato ad alcuna forma di recupero, perché la stessa norma di legge non dispone in tal senso. Invece, a decorrere dal mese di giugno 2010, la mensilità successiva alla vigenza del d.l. 78/2010, non è possibile integrare il fondo, sicchè eventuali incrementi non possono essere distribuiti e debbono essere eliminati dal fondo stesso.

Il parere sembra riferire, dunque, l’efficacia del divieto di integrare il fondo della contrattazione decentrata ad un mero fattore temporale: aver previsto l’incremento successivamente al mese di maggio 2010.

La Sezione sembra agganciare al divieto di integrare il fondo dal giugno del 2010, anche quello di erogare le relative risorse.

Letto al contrario, il parere allora parrebbe lasciare spazio alla possibilità di mantenere ferma l’integrazione facoltativa del fondo se operata prima del maggio 2010; allo stesso modo, sarebbe da considerare ammissibile anche la sua erogazione, anche se successiva all’entrata in vigore del d.l. 78/2010, specie laddove i sistemi di valutazione degli enti entro la data del 31 maggio 2010 avessero accertato il conseguimento degli obiettivi gestionali del 2009. In questo caso, infatti, sarebbe maturato in capo ai lavoratori il diritto a percepire l’incremento del premio della produttività.

Per altro, vi sarebbe da sottolineare che il criterio della competenza del bilancio impedirebbe comunque agli enti locali di avvalersi nel 2010 (qualunque sia il mese) della facoltà di incremento facoltativo prevista dall’articolo 4, comma 2, del Ccml 31.7.2009.

Il parere della Corte dei conti della Toscana, emesso certamente per dare una portata restrittiva all’articolo 9, comma 4, della manovra estiva, apre lo spiraglio per una sua lettura meno rigida, in quanto evidenzia che l’incremento facoltativo vietato è quello disposto nel 2010.

 (lo)