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Non si può assegnare il rimborso chilometrico ai dipendenti pubblici autorizzati a svolgere trasfertee utilizzando il mezzo che non siano addetti a funzioni ispettive o di verifica e controllo. Lo chiarisce la circolare 22 ottobre 2010, n. 36 del Ministero dell'Economia, Dipartimento dell'Economia e delle Finanze, in merito all'applicazione dell'articolo 6, comma 12, del d.l. 78/2010, convertito in legge 122/2010.

L’interpretazione fornita dalla Circolare tende a rafforzare gli effetti di “contenimento della spesa” rimediando alla solo parziale disapplicazione delle norme in materia di rimborso chilometrico. Infatti, la manovra 2010 ha lasciato in vigore l’articolo 9 della legge 417/1978, che, come precisato dalla circolare stessa, permette legittimamente di autorizzare i dipendenti alle trasferte, mediante il proprio mezzo di trasporto, “quando particolari esigenze di servizio lo impongano qualora risulti economicamente più conveniente”.

La circolare 36/2010 non consente di dare del complesso delle norme risultante dall’articolo 6, comma 12, della legge 122/2010 una lettura più razionale rispetto agli effetti che produce, per altro determinando un contrasto interpretativo con la Corte dei conti: infatti, la Sezione regionale di controllo della Lombardia solo pochi giorni prima, col parere parere 949/2010, aveva espresso una tesi più prudente e convincente: “in vigenza dell'art. 9 della lege 26 luglio 1978, n. 417, e in presenza delle condizioni previste dalla medesima norma, vale a dire particolari esigenze di servizio e la convenienza economica, l'uso del mezzo proprio può essere autorizzato, con la refusione delle spese effettivamente sostenute, tenuto conto della peculiarità del servizio espletato e delle funzioni dell'ente locale, garantite dall'ordinamento”.

In ogni caso, la Ragioneria Generale si sforza di consentire un’applicazione sia pure solo parzialmente maggiormente flessibile, ritenendo che la disapplicazione del rimborso chilometrico non valga per i dipendenti addetti a funzioni ispettive, producendosi altresì in un’estensione del campo di attribuibilità del rimborso chilometrico anche al personale chiamato allo svolgimento di funzioni istituzionali relative a compiti di verifica e controllo. Dunque, i rimborsi non saranno legati al possesso del profilo professionale di ispettore.

In ogni caso, la Circolare precisa che la possibilità di riconoscere al personale addetto a funzioni ispettive o di verifica e controllo deve attenersi“ai principi di contenimento della spesa”. Per cui si deve garantire l'impiego del mezzo proprio del dipendente “solo nei casi in cui detta scelta sia imposta” dall'impossibilità di utilizzare mezzi pubblici o se si dovessero affrontare spese di vitto e alloggio “e, in ogni caso, qualora risulti economicamente più vantaggioso”.

L’interpretazione della circolare non legittima gli atteggiamenti già avanzati da diverse compagnie di assicurazione, tendenti a non considerare coperti assicurativamente i dipendenti autorizzati all’uso del mezzo proprio

 

 (lo)