default_mobilelogo

Login

Personale privo di laurea può essere incaricato ai sensi dell'articolo 110 del Tuel nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, a personale privo di laurea. E' la conclusione solo parzialmente condivisibile tratta dalla Corte dei conti, Sezione regionale di controllo della Lombardia, col parere 24 giugno 2010, n. 702, in risposta al quesito posto da un piccolo comune, in merito alla legittimità dell'attribuzione ad un geometra dell'incarico di responsabile di servizio ai sensi dell'articolo 110 del d.lgs 267/2000.

Come noto, l'articolo 110 prevede che gli incarichi a contratto sono attribuibili “fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire”. Il parere della Sezione Lombardia non considera cogente la didposizione e ritiene espressamente che per i comuni di popolazione inferiore ai 5.000 abitanti la disposizione “deve essere temperata sia in relazione alle peculiari dimensioni organizzative dell'ente che alla necessità che i servizi e le funzioni fondamentali dell'ente vengano svolti regolarmente”. Il parere aggiunge che il requisito ordinario per un incarico di direzione di un ufficio è la laurea. Tuttavia, afferma che in relazione a specifiche attività proprie dell'organizzazione degli enti, specie se di piccole dimensioni, l'attività di direzione possa essere svolta anche da soggetti privi di titolo universitario, nei fatti surrogabile dal possesso di un titolo di studio richiesto per particolari attività e dotati di idonea e documentata esperienza nel settore. E conclude osservando che per la direzione dei settori tecnici di comuni di minori dimensioni “è normalmente richiesto il titolo di studio di geometra”.

Si può affermare, tuttavia, in contrario che il temperamento alle disposizioni di legge è ammissibile solo a condizione che sia ammesso dalla legge stessa. Ma, l'articolo 110 è perentorio nel pretendere comunque i requisiti richiesti per l'accesso dall'esterno negli incaricati a contratto, qualunque sia la dimensione dell'ente.

La tesi avanzata dalla Sezione lombarda trascura un elemento fondamentale: la valutazione del titolo di studio necessario per un incarico a contratto non va effettuata in astratto, sulla base della prassi e delle dimensioni dell'ente. Esistono, infatti, ben precise norme alle quali attenersi. Si tratta, in questo caso, delle declaratorie al Ccnl 31.3.1999, le quali stabiliscono i titoli di studio necessari per accedere alle varie categorie. Fino alla Categoria C è sufficiente il diploma. Per l'accesso alla Categoria D occorre la laurea.

Dunque, la risposta al quesito avrebbe dovuto essere di tutt'altro tenore. Un incarico ai sensi dell'articolo 110 ad un soggetto privo di laurea sarebbe stato ammissibile solo a condizione che la funzione apicale nell'ente di piccole dimensioni, fosse stata inquadrata nella Categoria C. Diversamente, se per gli apicali l'organizzazione richiedesse la Categoria D, poiché per accedere per concorso pubblico è richiesta la laurea, anche il responsabile di servizio “a contratto” dovrebbe essere in possesso della laurea. Non si deve dimenticare che originariamente l'articolo 110 è stato immaginato per facilitare l'acquisizione di professionalità non possedute negli enti, caratterizzate da una maggiore competenza rispetto a quelle riscontrate nella dotazione organica. Appare oggettivamente paradossale ammettere l'acquisizione dall'esterno di soggetti con titoli di studio eventualmente inferiori a quelli posseduti dal personale di ruolo.


 

 (lo