default_mobilelogo

Login

Sì alla compartecipazione dei vice segretari ai diritti di segreteria, che non resta assorbita  nella retribuzione di posizione.

La Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Sardegna, col parere 1 marzo 2010, n. 12, interviene con un'interpretazione estremamente importante, per dirimere la delicata questione della spettanza ai vicari dei segretari comunali dei compensi per lo svolgimento della funzione rogante.

A seguito della piena vigenza della contrattazione privatistica del rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, a partire dall’inizio degli anni 2000 Aran, Ispettorato presso la Ragioneria generale dello Stato e Agenzia nazionale per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali hanno elaborato la teoria secondo la quale ai vice segretari, normalmente inquadrati nell’area delle posizioni organizzative negli enti privi di dirigenza, non potessero essere attribuiti in alcun modo i diritti di rogito, perché l’onnicomprensività della retribuzione postulerebbe la ricomprensione nella retribuzione di posizione e risultato delle spettanze scaturenti dall’attività di ufficiale rogante. Al limite, si è ragionato, i vice segretari potrebbero trovare remunerazione per la funzione rogante attraverso la retribuzione di risultato, con ragionevoli sistemi di incremento. Concessione, ovviamente, poco utile se già il vicario ottenga il massimo della retribuzine di risultato, in relazione alla valutazione della sua attività in qualità di preposto alla direzione di una struttura di vertice dell'ente.

La visione, sintetizzata sopra appare, tuttavia, esclusivo frutto di un’interpretazione, volutamente restrittiva della legge, non del tutto persuasiva.

Il principio di onnicomprensività della retribuzione non può essere letto nel senso che giustifichi la gratuità dell’espletamento di funzioni, laddove queste siano ulteriori e non attinenti alla qualifica o al profilo professionale rivestito. Il vice segretario è, come noto, un funzionario o un dirigente che dirige i settori amministrativi dei comuni, ed è, contemporaneamente, abilitato dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, a sostituire, in quanto vicario, il segretario dell’ente.

L’onnicomprensività, allora, va riferita allo svolgimento delle funzioni e delle mansioni di funzionario o dirigente, non certo lo svolgimento delle funzioni di sostituto del segretario.

Questa è la chiara valutazione espressa dalla Sezione della Sardegna, quando afferma che “l’onnicomprensività della retribuzione accessoria spettante al funzionario titolare di posizione organizzativa riguarda, esclusivamente, lo svolgimento dei compiti cui è preposto quale titolare della predetta posizione organizzativa e non anche l’eventuale ed ulteriore assolvimento dei compiti di sostituto del segretario”. Si può agevolmente estendere queste considerazioni anche ai vice segretari con qualifica dirigenziale.

In altre parole, i vicari possono certamente essere remunerati con la compartecipazione ai diritti di segreteria, come del resto espressamente ammettono i contratti collettivi, a partire dal 2006.

Le conclusioni del parere della Sezione Sardegna pare abbiano un valore non limitabile al solo ordinamento successivo al 2006, oggetto dell'analisi condotta. Per effetto dell’istituto della sostituzione, il sostituto si insedia nell’ufficio del sostituito e ne svolge le funzioni e le competenze, in quanto temporaneamente abilitato alla carica del sostituito stesso.

E’ esattamente il meccanismo della funzione vicaria del vice segretario, che roga i contratti nell’interesse dell’ente, quando il titolare è assente o impedito o la seda sia vacante non nella veste di funzionario o dirigente del settore cui è preposto, bensì come un vero e proprio segretario reggente

Allora, anche in mancanza di una regola esplicita della contrattazione collettiva, la compartecipazione ai diritti di rogito dovrebbe essere considerata pienamente legittima, perché basterebbe estendere al sostituto l’applicazione del contratto dei segretari comunali.

 (lo)