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Non sono da considerare realmente selettive le progressioni orizzontali gestite in modo tale che passi sì una percentuale dei dipendenti dell'ente, ma l'integrità di coloro che dispongono dei requisiti per passare.

Le organizzazioni sindacali nelle contrattazioni decentrate propongono spesso di gestire le procedure per gli incrementi stipendiali in modo da creare un “ciclo” tra i vari dipendenti, agevolato dalla circostanza che ai sensi della contrattazione collettiva occorre un'anzianità minima nella posizione di partenza di due anni, spesso portata anche a tre o quattro anni in sede decentrata.

 Questo meccanismo che lascia fermi per qualche tempo i dipendenti che abbiano superato le progressioni, inizialmente previsto per contenere il numero dei passaggi stipendiali, ha finito per trasformarsi in un sistema di scatti precostituiti di stipendio.

Infatti, purchè le risorse decentrate lo consentano, organizzando le progressioni in tempi coerenti col ciclo dell'anzianità della posizione economica, è possibile garantire a interi gruppi di dipendenti l'accesso ad una posizione retributiva superiore, finanziando con la contrattazione decentrata esattamente le risorse necessarie perchè tutti i potenziali interessati si giovino del beneficio. Poiché in questo modo comunque non passano alla più alta posizione economica tutti i dipendenti in organico, allora la procedura sarebbe selettiva.

Si tratta, tuttavia, di una vera e propria elusione a quanto dispone l'articolo 23, comma 2, del d.lgs 159/2009, che integrando immediatamente le disposizioni della contrattazione collettiva, stabilisce: “le progressioni economiche sono attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti”. La selettività discende da due fattori. Il primo è la gestione di una procedura, sia pure agile e snella, capace appunto di scegliere, selezionare tra più possibili aspiranti solo quelli maggiormente meritevoli. Il secondo fattore, quello più significativo, consiste proprio nella limitatezza dei dipendenti ai quali il beneficio possa essere attribuito: perchè ciò si avveri occorre, ovviamente, che il numero dei beneficiari risulti inferiore al numero non dei dipendenti dell'ente nel suo complesso, bensì al numero dei dipendenti che hanno titolo a partecipare alla selezione.

Se la “quota limitata dei dipendenti” fosse intesa come parte dei dipendenti dell'amministrazione procedente, ma il totale (o giù di lì) dei dipendenti che per anzianità nella posizione economica possono ambire all'aumento stipendiale, la previsione normativa sarebbe evidentemente violata e si determinerebbe un meccanismo molto simile ai passaggi per anzianità di servizio, aboliti, però, dal 1992.

 (lo)

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