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Certificati Soa autocertificabili. Sono, pertanto, illegittime clausole dei bandi che obblighino le imprese partecipanti a gare di appalto di produrre a pena di esclusione il certificato di qualità e dell’attestazione SOA, esclusivamente mediante documento originale o in copia autentica.

Il chiarimento deriva dalla sentenza del Tar Piemonte, Sezione I, che afferma la contrarietà a legge di regole dei bandi che impongano a presentare documenti originali.

Simili clausole pongono nel nulla le previsioni contenute nel D.P.R. 445/2000 e, in particolare, l’articolo 77 come novellato dall’articolo 15 della legge 3/2003. Tale disposizione ha esteso esplicitamente gli effetti ed i benefici della semplificazione amministrativa alle procedure di gara per l’affidamento di appalti, servizi e forniture.

Il sistema delle dichiarazioni sostitutive, dunque, anche nell’ambito delle procedure di appalto ha valenza e portata generale non derogabile, sicchè qualsiasi limitazione imposta dalla pubblica amministrazione a tale semplificazione si pone in contrasto un principio considerato ormai ius receptum nell’ordinamento. Il Tar Piemonte giunge ad evidenziare che le ditte possono autodichiarare praticamente tutti i requisiti di partecipazione. Del resto, nei confronti dell’aggiudicatario e del secondo la normativa sugli appalti prevede penetranti controlli, incidenti sull’efficacia stessa dell’aggiudicazione definitiva e, dunque, sulla stessa possibilità di stipulare il contratto.

D’altra parte, il D.P.R. 445/2000 all'articolo 1, lettera f),stabilisce che è certificato "il documento rilasciato da un'amministrazione pubblica avente funzione di ricognizione, riproduzione e partecipazione a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche".

I certificati, dunque, possono consistere in dichiarazioni di scienza, con le quali determinati fatti sono accertati non solo da amministrazioni pubbliche in senso soggettivo, ma anche da soggetti "titolari di funzioni pubbliche": anche persone di diritto privato esercenti funzioni pubbliche ad essi assegnate dalla legge, dunque, possono emettere certificati. In effetti, le Soa non sono amministrazioni pubbliche, ma "organismi di diritto privato", come tali state disciplinate dalla legge.

Le Soa sono titolari della funzione pubblica di attestare il possesso della qualificazione in capo alle ditte appaltatrici; spetta, dunque, alle Soa accertare con portata erga omnes la capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa necessaria per partecipare alle gare e per ottenere l'affidamento di appalti. Si tratta di una funzione pubblica perché garantisce l'attuazione del fine pubblico previsto dall’articolo 40 del d.lgs 163/2006, ai sensi del quale i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati ed improntare la loro attività ai principi della qualità, della professionalità e della correttezza.

E’ per questa ragione che l'attestazione rilasciata dalle Soa può considerarsi come "certificato" e, come tale, allora, definitivamente sostituibile con le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 del dpr 445/2000.

 (lo)