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Niente responsabilità dei sindacati per la stipulazione dei contratti collettivi decentrati integrativi. Il testo finale dell’articolo 54 del decreto-Brunetta di attuazione della legge-delega 15/2009, di modifica dell’articolo 40 del d.lgs 165/2001 ha espunto il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nella responsabilità amministrativa derivante dalla stipulazione di clausole in contrasto con i vincoli posti dalle leggi e dai contratti collettivi.

Il nuovo comma 3-quinquies dell’articolo 40 del d.lgs 165/2001, dunque, nella versione finale del decreto non aggiunge i sindacati tra i soggetti che possono rispondere alla magistratura contabile delle conseguenze finanziarie negative dei contratti decentrati.

Il legislatore, per la verità, aveva tentato di salvaguardare le casse pubbliche da spese eccessive derivanti dalle piattaforme sindacali, introducendo come “deterrente” appunto la responsabilità delle organizzazioni, quali parte contraente già in sede di redazione della legge 15/2009. Infatti, il testo originale del disegno di legge conteneva esattamente la stessa previsione, che venne, però, poi eliminata.

Anche il decreto attuativo ha subito la stessa sorte: il tentativo di reintrodurre la responsabilità amministrativa dei sindacati, uscita dalla porta, non è rientrata dalla finestra.

Indubbiamente la “clausola di responsabilità” sindacale avrebbe potuto eliminare in radice la possibilità di una crescita incontrollata ed illegittima della spesa di personale nelle amministrazioni pubbliche.
Ha prevalso, però, la constatazione che in assenza di un criterio di delega espresso nella legge 15/2009, se il decreto avesse introdotto la responsabilità dei sindacati sarebbe probabilmente incorso nel vizio di illegittimità costituzionale per“eccesso di delega”. In secondo luogo, appare necessario dare lealmente atto che attribuire responsabilità amministrative ad una parte privata, che nell’ambito delle relazioni “industriali” svolge con piena autonomia il suo ruolo, sarebbe sul piano giuslavoristico una forzatura ecessiva.

E’ certamente più corretto che a rispondere all’erario siano la parte pubblica ed i dirigenti che attuano i contratti.
Per altro, non si deve dimenticare che il nuovo comma 3-ter dell’articolo 40 novellato del d.lgs 165/2001 assegna alle delegazioni trattanti di parte pubblica un nuovo, rilevantissimo potere: applicare direttamente i contenuti delle proprie piattaforme contrattuali in via unilaterale, nelle more del raggiungimento dell’accordo con la parte sindacale. La parte datoriale pubblica ha assunto un potere contrattuale fortissimo, che può e deve essere la vera arma contro pressioni volte a stipulare clausole in contrasto con i vincoli.

 (lo)
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