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Applicazione più flessibile per regioni ed enti locali delle regole sui sistemi di valutazione e controllo. I lavori della Conferenza unificata si sono conclusi con l'approvazione di alcuni emendamenti al testo dello schema di decreto legislativo attuativo della legge delega 15/2009, allo scopo di chiarire il regime di applicazione delle disposizioni della riforma del pubblico impiego a regioni, comuni e province, tenendo conto della particolare autonomia organizzativa assicurata a tali enti dalla Costituzione.

Lo schema di decreto legislativo presenta l'inconveniente di essere basato sull’organizzazione tipica delle amministrazioni statali. Per questo, non tutte le disposizioni in esso contenute risultano del tutto adeguate soprattutto agli enti locali, sia per la presenza di regole speciali contenute nel d.lgs 267/2000, sia per le dimensioni e la strutturazione organizzativa delle risorse umane.

Gli emendamenti proposti al testo dello schema hanno lo scopo di evidenziare quali norme non avranno valore di regole immediatamente cogente per le amministrazioni locali, ma valore di principio. Cioè, le norme previste dal decreto non dovranno essere applicate nel dettaglio, ma adeguate alle particolarità organizzative degli enti, i quali effettueranno l’adeguamento avvalendosi della propria potestà normativa: legislativa per le regioni, regolamentare per gli enti locali.

Per effetuare gli adeguamenti gli enti avranno tempo fino al 31 dicembre 2010. Finchè regioni ed enti locali non provvedano, si applicheranno le disposizioni vigenti; trascorso il 31 dicembre 2010, le disposizioni del decreto legislativo avranno valore immediatamente precettivo, sino all’emanazione della disciplina regionale e locale.

Le specifiche indicazioni sul valore di principio delle disposizioni sono contenute nei nuovi articoli, numerati per ora 15-bis e 30-bis. Il primo, qualifica espressamente come regole di principio, adeguabili, le disposizioni riguardanti il ciclo della performance, la determinazione degli obiettivi, il sistema di valutazione e le modalità per assicurare la trasparenza.

la scelta di considerare il complesso di queste disposizioni come principio è la presa d'atto che nel sistema degli enti locali - anche se attuato in vario modo - esiste da anni un sistema di regole di programmazione e valutazione assestato e funzionale. Il d.lgs 267/2000 per gli enti locali contiene già una disciplina speciale esaustiva; si può affermare, anzi, che lo schema di decreto legislativo si sia ispirato proprio ai contenuti del Tuel, per regolare questi ambiti normativi si sia rifatto proprio alla disciplina locale: basti guardare a,ll'articolo 4 sul ciclo della performance, che ricalca quasi esattamente le regole di formazione, gestione e controllo del piano esecutivo di gestione. Si può ritenere, dunque, che sarà sufficiente aggiornare gli atti relativi ai sistemi di programmazione e valutazione già esistenti.

L’articolo 30-bis, invece, flessibilizza l’applicazione dell’intero gruppo degli articoli dedicati ai premi, che vanno dal 19 al 28. Il comma 1 dell’articolo 30-bis dispone che “le Regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del SSN, e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti ai principi contenuti negli articoli 16, comma 2, 17, 23, commi 1 e 2, 24, commi 1 e 2, 25, 26 e 27, comma 1”; sono gli articoli contenenti la disciplina del bonus annuale delle performance, del premio annuale per l’innovazione, delle progressioni economiche, delle progressioni di carriera (le progressioni verticali saranno sostituite da concorsi pubblici con riserva), dell’attribuzione di incarichi e responsabilità, dell’accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale.

Rilevanti le modifiche rispetto all’articolo 19, la norma che ha introdotto le fasce di valutazione. Gli emendamenti consentono a regioni ed enti locali di stabilire nell’esercizio delle loro potestà normative che una quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al personale dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di merito alta e che le fasce di merito siano comunque non inferiori a tre. Spazio, quindi ad adattamenti e modifiche alla disciplina dell’articolo 19: le percentuali delle fasce e delle risorse da destinare alla performance potranno essere determinate autonomamente. Inoltre, una modifica proprio all’articolo 19 prevede che le disposizioni in merito alle fasce di valutazione non dovranno essere applicate se il numero dei dipendenti in servizio nell’amministrazione non è superiore a 8 e ai dirigenti se il numero dei dirigenti in servizio nell’amministrazione non è superiore a 5. Rimarrà comunque ferma la necessità, in quegli enti di, garantire l’attribuzione selettiva della quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance a un percentuale limitata del personale dipendente e dirigente.

 (lo)

Brunetta Decreto Brunetta aggiornato Conferenza Unificata.doc (414,00KB)