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Con parere pubblicato il 7 marzo u.s., l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha affermato che secondo la giurisprudenza comunitaria, l’affidamento diretto di servizi pubblici ad associazioni di volontariato è legittimo solo dove l’ambito normativo in cui si svolge l’attività delle associazioni in parola contribuisca effettivamente a una finalità sociale e al perseguimento degli obiettivi di solidarietà ed efficienza di bilancio.

E’ quindi necessario che le associazioni non perseguano obiettivi diversi e che non traggano alcun profitto dalle loro prestazioni, a prescindere dal rimborso di costi variabili, fissi e durevoli nel tempo, necessari per fornire le relative prestazioni, e che non procurino alcun profitto ai loro membri; in particolare, occorre verificare che l’attività di volontariato non fornisca copertura al perseguimento di alcuno scopo di lucro, nemmeno indiretto.

Ne consegue che le disposizioni in oggetto vanno essere lette alla luce dell’orientamento comunitario in materia, verificando in concreto il contesto normativo e convenzionale in cui si inscrive l’affidamento diretto al fine di valutare l’applicabilità dei principi e delle indicazioni esegetiche della Corte di Giustizia UE.