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Vanno preventivamente autorizzate anche le ore straordinarie la cui retribuzione viene sostituita dal riposo compensativo, oltre che quelle effettivamente remunerate.
La sentenza del Tar Sicilia Sezione I, 8 aprile 2008, n. 468 fornisce un importante chiarimento interpretativo, ripercorrendo anche la giurisprudenza del Consiglio di stato, utile non solo per i lavoratori pubblici non contrattualizzati, ma anche per quelli in regime di contrattualizzazione del rapporto di lavoro.
I giudici siciliani rivedono in senso critico precedenti interpretazioni giurisprudenziali, secondo le quali il servizio straordinario svolto in eccedenza al monte ore disponibile non può essere retribuito, ma dà titolo a fruire del riposo compensativo.
Questo tipo di visione, per altro molto diffusa nelle amministrazioni, renderebbe nella sostanza indifferente il controllo del responsabile del personale rispetto agli straordinari oltre il monte ore disponibile, determinando in capo ai dipendenti una sorta di autodeterminazione del proprio orario di lavoro. Sul presupposto, oggettivamente erroneo, che l’impossibilità di remunerare tali ore straordinarie non comporti danno per l’amministrazione.
Evidentemente le cose non stanno così. Lo straordinario, poiché dà vita quanto meno al recupero, incide sull’organizzazione lavorativa. Le ore svolte in più in un dato momento, diverranno ore in meno in altro momento: il che non può non avere influenza concreta sull’operato di ogni giorno.
Tale incidenza sull’organizzazione non può non essere valutata dal responsabile del servizio, il quale ha il compito di calibrare i carichi di lavoro derivanti dagli straordinari, non solo sul piano del rispetto dei vincoli di costo, ma anche su quello della corretta distribuzione dell’attività lavorativa.
Pertanto, il superamento dei limiti annui dello straordinario retribuibile non libera affatto i responsabili dal dovere di autorizzare preventivamente i dipendenti allo svolgimento di orario ulteriore. In realtà, infatti, lo straordinario, anche se non retribuirlo, comporta costi organizzativi, che vanno valutati e comunque non possono essere rimessi alla discrezionale scelta del singolo dipendente, al quale è inibito una modifica unilaterale dell’orario di lavoro.
Sicchè, la fruizione dello straordinario è da considerare sempre ed in ogni caso subordinata all’autorizzazione del responsabile, la quale deve essere preventiva, per mettere in condizione il soggetto competente di valutare se si superarono o meno e i limiti di spesa fissati dalle previsioni di bilancio e, per altro verso, evitare che i pubblici dipendenti siano assoggettati a prestazioni lavorative eccedenti quelle ordinarie subendo nocumento alla sua salute e alla sua dignità di persona.
 (lo)
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