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Il Consiglio di Stato, Sezione IV, con la sentenza 22 maggio 2008, n. 2460 ribadisce la necessità di basare i decreti di occupazione di urgenza su una specifica e ben evidenziata ragione, da esplicitare per esteso nel decreto.

               L'occupazione d'urgenza determina, infatti, la possibilità per l'amministrazione interessata di effetuare i lavori sull'immobile  prima ancora di averne ottenuto la proprietà, mediante il decreto di esproprio o la cessione volontaria.  Per questa ragione, l'occupazione è vista dal legislatore con circospezione, sicchè il Dpr 327/2001 all'articolo 22-bis prevede particolari cautele procedimentali. Consistenti, da un lato, nella sussistenza di ragioni di urgenza particolari, dall'altro nell'obbligo, per gli enti esproprianti, di evidenziarli nel decreto, dando, così, modo ai proprietari degli immobili da occupare di ottenere tutela in giudizio.

La sentenza in argomento considera pacifico il principio secondo il quale la legittimità dell'occupazione di urgenza, disciplinata dall'articolo 22-bis, del dpr 327/2001 è subordinata ad una motivazione congrua, con la quale l'autorità espropriante esplichi per esteso i motivi alla base dell'urgenza dell’intervento

Il testo unico si riferiscead un'urgenza “particolare”, cioè connotata da elementi peculiari, eccedenti un'urgenza di diverso segno.

Per procedere all'occupazione, dunque, l'urgenza deve essere realmente impellente, così da impedire il ricorso a a strumenti maggiormente coerenti con la logica complessiva del Dpr 327/2001, quali l'emanazione del decreto di esproprio anticipata rispetto alla determinazione dell'indennità, prevista dall'articolo 22.

L'obbligo dell'analitica motivazione può escludersi, secondo Palazzo Spadsa, nei soli casi in cui la particolare urgenza risulti in re ipsa dalla natura stessa dell’intervento, come nell'ipotesi di opere finalizzate a contenere smottamenti del terreno.

In caso contrario, l'azione dell'amministrazione espropriante è da considerare illegittima. Ovviamente, sottolinea Palazzo Spada, non può considerarsi sufficiente una motivazione solo apparente, derivante dalla formula di stile, secondo la quale l'occupazione viene disposta attestando nel decreto, come nel caso esaminato da Palazzo Spada "…che l’avvio dei lavori in questione riveste carattere di particolare urgenza, in relazione alla particolare natura delle opere".

Il provvedimento concreto che dispone l'occupazione di urgenza non può limitarsi a ripetere la formula legislativa, ma spiegare perchè l'urgenza si è verificata.

Occorre, dunque, riportare analiticamente le ragioni di fatto, oltre che gli elementi di diritto, alla base dell'emanazione del decreto di occupazione, per consentire la verifica concreta della sussistenza della particolarità della situazione, la cui assenza inficia il corretto agire amministrativo.

 (lo)

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