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CORTE DEI CONTI – SEZIONE DI CONTROLLO PIEMONTE

 

DELIBERAZIONE N.5 DEL 28 GENNAIO 2016

 

PRESIDENTE: PISCHEDDA; RELATORE: GRIBAUDO

 

 

Fermo restando il divieto di mantenere società non coerenti con le finalità istituzionali svolte, la legge impone la dismissione di quelle società che, pur coerenti con i fini istituzionali dell’ente, non sono indispensabili al loro perseguimento. L’indispensabilità va individuata, sia rispetto ad altre diverse forme organizzative o alla scelta tra internalizzazione ed esternalizzazione, sia in relazione alla attività svolta dalla partecipata rispetto al conseguimento dei fini istituzionali.

 

Le partecipazioni societarie di minimo importo, non consentendo un controllo sulla partecipata, non sembrano coerenti con una strategicità della partecipazione e si riducono al rango di mero investimento in capitale di rischio. Fuori dal caso in cui la partecipazione minima è spiegabile con la necessità di fruire dei servizi erogati dalla società partecipata, le suddette partecipazioni non sono giustificate.

 

La rigorosa valutazione imposta dal legislatore in materia di mantenimento delle partecipazioni societarie vale, a maggior ragione, nell’ipotesi di acquisizione di nuove partecipazioni. L’acquisizione di nuove partecipazioni societarie, pur non essendo vietata, si pone quale fenomeno derogatorio ed eccezionale da motivare puntualmente e concretamente.

 

Le società consortili, a differenza del consorzio tra enti locali costituito ex art.31 del Tuel, rientrano nell’ambito di applicazione della legge in tema di razionalizzazione delle partecipazioni.

 

 

 

 

 

Allegati:
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