CORTE DEI CONTI – SEZIONE DI CONTROLLO BASILICATA

 

DELIBERAZIONE N.40 DEL 14 SETTEMBRE 2016

 

PRESIDENTE: SCALIA; RELATORE: TETI

 

 

 

E’ generalmente ammissibile per gli enti locali la cessione dei crediti pecuniari. Il cessionario deve essere scelto previa apposita gara. I rapporti tra ente locale e cessionario devono essere regolati da una convenzione scritta.

 

Il credito può essere ceduto solo pro soluto. L’ente cedente deve garantire l’esistenza del credito al tempo della cessione ma non anche il rischio di insolvenza del debitore. Non è ammissibile la cessione del credito futuro. Il credito da cedere deve essere stato accertato come entrata dell’ente ai sensi degli articoli 178 e seguenti del Tuel e deve essere certo, liquido ed esigibile.

 

Il credito ceduto dall’ente, di regola, deve essere iscritto tra i crediti di dubbia o difficile esazione. Solo così è possibile giustificare la perdita di valore che si concretizza con la cessione in quanto è indubbio che, con la cessione, l’ente realizza un incasso inferiore al valore nominale del credito. La minore entrata può giustificarsi solo quando l’ente ha esperito tutte le azioni necessarie per la riscossione. Diversamente, la cessione del credito diventerebbe un mezzo oneroso di reperimento di liquidità. La perdita deve trovare copertura nei fondi a ciò destinati.

 

Non possono essere oggetto di cessione i crediti relativi ad entrate da trasferimenti e contributi da altri enti pubblici, assistiti da fideiussioni e accertati per cassa.

 

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