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CORTE DEI CONTI – SEZIONE DI CONTROLLO LOMBARDIA DELIBERAZIONE N.96 DEL 5 MARZO 2014 PRESIDENTE: MASTROPASQUA; RELATORE: DE RENTIIS La delibera di Consiglio dell’ente locale con la quale si autorizza l’assemblea dei soci a ricapitalizzare la società, il cui capitale era stato ridotto al di sotto del limite legale per perdite, rientra senz’altro tra le proposte di deliberazione che non sono “mero atto di indirizzo” e, dunque, presuppongono necessariamente il parere di “regolarità tecnica” del responsabile del servizio interessato nonché il parere del responsabile di ragioneria in ordine alla “regolarità contabile” in quanto la ricapitalizzazione di una società partecipata ha senz’altro riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’ente che riveste la qualifica di socio. Qualsiasi valutazione in ordine alla ricapitalizzazione di una società partecipata deve essere preceduta dalla verifica degli effetti finanziari della deliberazione in termini di equilibri di bilancio dell’ente locale, anche nell’ottica di un futuro consolidamento dei relativi bilanci. Devono essere valutate non solo le somme imputate al bilancio dell’ente per la ricapitalizzazione ma anche le eventuali e future perdite che la società potrà generare. L’art.6, co.19, del D.L. 78/2010 prevede un principio di divieto di “soccorso finanziario” e l’abbandono della logica del “salvataggio a tutti i costi” dei soggetti partecipati. Non sono quindi ammissibili “interventi tampone”, con dispendio di disponibilità finanziarie a fondo perduto erogate senza un programma industriale o una prospettiva che realizzi l’economicità e l’efficienza della gestione nel medio e lungo periodo. Con riferimento al rinvio operato dalla norma indicata all’art.2447 del Codice civile, quando l’ente esercita il potere discrezionale finalizzato a mantenere in vita la società che abbia subito perdite tali da fare scendere il capitale al di sotto del limite legale deve dare conto delle ragioni per le quali non si limita a prendere atto che la società è sciolta ai sensi dell’art.2484 del Codice civile. L’operazione tipizzata dall’art.2447 del Codice civile non costituisce un comportamento obbligato per l’ente.  (Cosmo Sciancalepore)