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T.A.R. Sicilia Catania Sez. IV, 12-05-2016, n. 1274 (Giancarlo Pennetti, Presidente - Pancrazio Maria Savasta, Consigliere, Estensore)


Amministrazione pubblica - Accesso ai documenti amministrativi  - Accesso ad un parere legale – Presupposti e limiti

Secondo un condiviso orientamento giurisprudenziale, nell'ambito dei segreti sottratti all'accesso ai documenti rientrano gli atti redatti dai legali e dai professionisti in relazione a specifici rapporti di consulenza con l'Amministrazione, trattandosi di un segreto che gode di una tutela qualificata, dimostrata dalla specifica previsione degli artt. 622 c.p. e 200 c.p.p.; qualora, però, il ricorso alla consulenza legale si inserisce nell'ambito di un'apposita istruttoria procedimentale, nel senso che il parere è richiesto al professionista con l'espressa indicazione della sua funzione endoprocedimentale ed è poi richiamato nella motivazione dell'atto finale, la consulenza legale, pur traendo origine da un rapporto privatistico, normalmente caratterizzato dalla riservatezza della relazione tra professionista e cliente, è soggetto all'accesso, perché oggettivamente correlato ad un procedimento amministrativo (ex plurimis Consiglio di Stato, VI, 30 settembre 2010, n. 7237)>>.

Principi analoghi sono stati ritenuti applicabili alla questione in esame dal Giudice di seconde cure, sia pure in tema di procedura volta all’aggiudicazione di un appalto pubblico (cfr. Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 14 marzo 2014, n. 134) che <<richiama la giurisprudenza del Consiglio di Stato (v. sentenze nn. 3812/11 e 7237/10, oltre a numerose decisioni di diversi Tar).

<<Con le decisioni segnalate il Giudice amministrativo, nel distinguere tra pareri legali in funzione pre -contenziosa e contenziosa e pareri legali endo -procedimentali amministrativi, i primi sottratti all'accesso da una norma speciale di stretta interpretazione, vale a dire l'art. 13, comma 5, lett. c), del d. lgs. n. 163 del 2006, il quale fa riferimento ai "pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti all'applicazione (del codice dei contratti pubblici) per la soluzione di liti potenziali o in atto", e i secondi suscettibili invece di accesso in quanto atti legati al procedimento ed al provvedimento amministrativo al quale l'organo di consultazione partecipa dando un proprio contributo decisorio, ha statuito che in materia di diritto di accesso ai pareri acquisiti dalla p. a. nell'ambito di una procedura di gara, l'art. 13 comma 5 lett. c) del d. lgs. n. 163 del 2006 stabilisce che sono esclusi il diritto di accesso e ogni forma di divulgazione in relazione "ai pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti all'applicazione del presente codice, per la soluzione di liti, potenziali o in atto, relative ai contratti pubblici".

<<Della citata disposizione, però, deve essere data un'interpretazione restrittiva, perché relativa a norma eccezionale, in quanto derogatoria rispetto alle ordinarie regole in materia di accesso, e quindi è da intendere come riferibile alla sola fase di stipulazione dei contratti pubblici di cui all'art. 12 del d. lgs. n. 163 del 2006 e non a tutta quella anteriore.

<<In materia di diritto di accesso ai pareri acquisiti dalla p. a. nell'ambito di una procedura di gara, il principio della riservatezza della consulenza legale si manifesta anche nelle ipotesi in cui la richiesta del parere interviene in una fase intermedia, successiva alla definizione del rapporto amministrativo all'esito del procedimento, ma precedente l'instaurazione di un giudizio o l'avvio dell'eventuale procedimento precontenzioso, purché il ricorso alla consulenza legale persegua lo scopo - che non coincide con quello sotteso alla richiesta del parere legale "de quo" - di consentire all'Amministrazione di articolare le proprie strategie difensive, in ordine ad una lite che, pur non essendo ancora in atto, può considerarsi quanto meno potenziale.

<<In materia di diritto di accesso ai pareri acquisiti dalla p.a. nell'ambito di una procedura di gara, i pareri legali devono ritenersi sottratti all'accesso qualora attengano alle tesi difensive, relative ad un procedimento giurisdizionale (cioè quando i pareri legali vengono redatti dopo che è già iniziata una controversia giurisdizionale) o ad una fase precontenziosa e/o ad una lite potenziale, allorquando definiscono e/o delineano la relativa strategia difensiva e/o la futura condotta processuale più conveniente per l'Amministrazione, da assumere nella controversia giurisdizionale già instaurata o nella futura, eventuale e probabile lite giudiziaria, che il soggetto leso attiverà.

Devono viceversa ritenersi accessibili i pareri legali che, anche per l'effetto di un richiamo esplicito nel provvedimento finale, rappresentano un passaggio procedimentale istruttorio di un procedimento amministrativo in corso e, una volta acquisiti dall'Amministrazione, vengono ad innestarsi nell'iter procedimentale, assumendo la configurazione di atti endoprocedimentali e perciò costituiscono uno degli elementi che condizionano la scelta dell'Amministrazione>>.

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