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Edilizia - Abusi in zone soggette a vincolo paesaggistico - Sanzione amministrativa - Prescrizione quinquennale - Dies a quo

 

Per consolidato orientamento giurisprudenziale, l'art. 167 D.Lgs. n. 42/2004 va interpretato nel senso che l'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici costituisce vera e propria sanzione amministrativa (e non una forma di risarcimento del danno) che, come tale, prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale. Pertanto, a tale sanzione si applica il principio contenuto nell'art. 28 della L. n. 689/1981, secondo cui "il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative punite con pena pecuniaria si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione"; disposizione, quest'ultima, applicabile, per espresso dettato legislativo, a tutte le violazioni punite con sanzioni amministrative pecuniarie, anche se non previste in sostituzione di una sanzione penale (art. 12 L. n. 689/1981); e, quindi, anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria. Quanto all'individuazione del dies a quo della decorrenza della prescrizione, il termine deve ritenersi coincidente con l'atto che fa cessare nel tempo la illiceità del comportamento edilizio osservato e cioè quello della intervenuta concessione edilizia in sanatoria, la quale rimuove ogni ragione di incompatibilità dell'opera con gli assetti urbanistici e territoriali e fa venir meno dunque la permanente illiceità che l'accompagnava dall'atto della sua realizzazione.

 

 

 

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