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Contratti pubblici - Appalti -  Offerta - Oneri di sicurezza interni - Indicazione - Non richiesta dalla legge di gara - Omissione - Non comporta esclusione

L'omessa indicazione degli oneri di sicurezza aziendali - se non prevista espressamente dalla legge di gara - non può implicare di per sé l'esclusione dalla procedura di gara.

 

Contratti pubblici - Appalti - Offerta - Prezzi "predatori" - Non può costituire causa di esclusione - Può essere oggetto di valutazione di congruità - Accertamenti sulla condotta anticoncorrenziale non rientrano nel sistema appalti

In materia di pubblici appalti vale il principio della tassatività dei casi di esclusione dalla gara, a garanzia della parità di trattamento fra i partecipanti alla medesima e per assicurare quindi il pieno dispiegarsi del principio di concorrenza. Non può pertanto costituire causa di esclusione (ulteriore) quella relativa alla proposta di prezzi predatori, anche perché ancorata ad un presupposto di difficile individuazione, quale quello di una presunta condotta anticoncorrenziale dell'operatore che propone un prezzo per impedire ad altro concorrente di partecipare al confronto concorrenziale. In tali casi, si può ricorrere all'attivazione della verifica di congruità, superata la quale l'offerta viene eventualmente ammessa, in quanto ritenuta non anomala e rispondente quindi all'esigenza dell'amministrazione di acquistare beni o servizi al prezzo più competitivo e vantaggioso possibile. Accertata la congruità dell'offerta, è irragionevole escludere l'offerta, basandosi solo sull'ipotesi che il prezzo sia stato praticato unicamente per impedire illecitamente l'ingresso sul mercato di nuovi operatori. In caso contrario, le stazioni appaltanti sarebbero costrette ad effettuare una valutazione estremamente complessa sulle politiche commerciali dei partecipanti alla gara per verificare se un prezzo apparentemente conveniente per la stazione appaltante sia in realtà ispirato ad una mera finalità "predatoria". Tale accertamento, secondo il collegio, è estraneo al sistema degli appalti pubblici, giacché eventuali condotte anticoncorrenziali dovrebbero trovare la loro eventuale sanzione nelle forme tipiche previste dall'ordinamento (i.e. la Legge n. 287/1990), e non certo addossando ai singoli enti appaltanti compiti impropri, peraltro in contrasto con il principio legislativo di tassatività delle cause di esclusione.

 

 

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