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La mera irregolarità viziante i procedimenti di rilascio delle tessere elettorali non ha alcuna efficacia invalidante sulle operazioni elettorali, se non è in grado di incidere sulla validità dei voti espressi dagli elettori. Ciò che rileva, infatti, è il nesso tra il procedimento di rilascio del duplicato della tessera elettorale e la validità del voto espresso dall'elettore che quel duplicato ha ottenuto sulla base di una incompleta o irregolare formulazione della domanda, o comunque, in violazione di norme procedimentali prescritte dalla legge che non attengano alla sussistenza del diritto di elettorato attivo. Il rapporto di connessione senz'altro esistente fra le due fattispecie non è tale da determinare l'invalidità del voto espresso dall'elettore ammesso al seggio sulla base della presunzione di validità della tessera posseduta. Ciò in quanto la tessera elettorale, e di conseguenza il suo duplicato, costituiscono una mera certificazione del diritto al voto che è direttamente riconosciuto dalla legge, funzionale a costituire un titolo di legittimazione agevolmente verificabile in sede di ammissione dell'elettore all'esercizio del diritto di voto. Una volta che l'elettore è stato ammesso all'esercizio del diritto di voto, la funzione certificatoria della tessera raggiunge definitivamente le sue finalità ed esaurisce i suoi effetti, talchè l'esistenza di eventuali irregolarità nel procedimento di rilascio, che non siano tali da mettere in dubbio il diritto di elettorato attivo, non ha alcuna refluenza sulla validità del voto.

 

 

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