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L'impugnazione della decisione di un ente locale di affidare la gestione di un servizio pubblico a società in house è assoggettata alle peculiari regole del rito appalti. Infatti, se così non fosse, il giudice amministrativo non potrebbe adottare gli incisivi provvedimenti previsti dal codice di rito in materia, incidenti anche sull'efficacia dell'eventuale contratto stipulato a valle della procedura di affidamento, proprio per quegli affidamenti che maxime sono potenzialmente idonei a violare il principio generale e di matrice europea dell'evidenza pubblica. A tale conclusione induce, in primo luogo,  la latitudine espressiva del concetto "procedure di affidamento" e l' idoneità di tale locuzione a ricomprendere ogni espressione di potestà autoritative che si manifesta nelle forme del procedimento amministrativo. In secondo luogo, si evidenzia che l'assoggettamento al rito appalti dell'ipotesi in questione è conclusione cui conducono non solo argomenti di tipo letterale, ma anche di tipo logico. Infatti, se il giudice non potesse adottare gli incisivi provvedimenti previsti dagli artt. 120 - 124 c.p.a., tra i quali rileva certamente il potere giudiziale di dichiarare l'inefficacia del contratto stipulato a valle del provvedimento autoritativo di affidamento, non sarebbe possibile privare di effetti proprio quegli affidamenti che, più di tutti, possono determinare una grave violazione del principio generale e di matrice europea dell'evidenza pubblica.

 

 

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