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Per effetto dell'annullamento giurisdizionale degli esiti delle elezioni, gli organi eletti devono considerarsi sciolti, non potendo operare alcun meccanismo di prorogatio delle cariche elettive nel periodo intercorrente tra l'annullamento giurisdizionale e la nomina del commissario ad acta incaricato di provvedere all'esecuzione della decisione. Infatti, il principio di continuità delle funzioni pubbliche esercitate dall'organo decaduto trova attuazione proprio attraverso la nomina del commissario, la cui nomina costituisce atto dovuto da parte del soggetto pubblico.di conseguenza l'annullamento giudiziale delle operazioni elettorali comporta la decadenza immediata dell'organo illegittimamente eletto e l'attribuzione al Commissario ad acta dei poteri sostitutivi necessari per provvedere all'indizione delle nuove elezioni. Qualsiasi atto adottato dal collegio decaduto successivamente alla sentenza sarebbe dunque viziato da nullità per difetto assoluto di attribuzione o, in relazione alla sentenza di annullamento, nullo per violazione ed elusione del giudice.

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