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 Il principio di rotazione si configura come strumento idoneo a perseguire l'effettività del principio di concorrenza (1). Per questo motivo, esso comporta in linea generale l'esclusione dell'affidatario uscente, salvo motivare la decisione contraria nei termini indicati connessi alla competenza e all'esecuzione a regola d'arte del precedente contratto (2). Al di fuori di tale caso, il Collegio ha escluso la sussistenza di un obbligo per la Stazione appaltante di invitare il gestore uscente, ma al massimo una mera facoltà, di cui, proprio per il principio di massima partecipazione e in caso di esercizio effettivo, la stessa P.A. deve dare motivato conto all'esterno (3), specie considerando che il principio di rotazione opera nel senso di escludere tendenzialmente e preferibilmente non solo l'affidatario uscente, ma anche i precedenti aggiudicatari, privilegiando gli operatori del settore che hanno giammai svolto tale servizio (4). In questo, a nulla rileva il fatto che alla selezione il gestore uscente abbia partecipato nella veste di soggetto raggruppato, in quanto il raggruppamento temporaneo non è persona giuridica autonoma e distinta dai soggetti che vi fanno parte. Il Collegio, infine, ha ricordato che il principio trova applicazione quando l'affidamento sia stato preceduto da indagine di mercato e non richiede che esso sia richiamato dalla disciplina di lex specialis.

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