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TAR Piemonte, Sezione 2, Sentenza 10 ottobre 2014, n. 1555 (Vincenzo Salamone, Presidente - Savio Picone, Primo Referendario, Estensore)

Via, Vas e Aia - Cave e miniere - Valutazione d'impatto ambientale - Conferenza di servizi - Decisione unilaterale del Comune - Illegittimità.

E’ illegittimo il comportamento del Comune che, a distanza di pochi mesi e senza indicare alcun nuovo elemento tecnico o fattuale, abbia consapevolmente disatteso l’esito della valutazione d’impatto ambientale, duplicando l’attività istruttoria e decisionale rimessa dalla normativa vigente alla competenza della Provincia (previo esperimento della rituale conferenza di servizi): dall’esame del progetto, all’analisi delle sue ripercussioni sul territorio e sulle risorse naturali, fino al bilanciamento degli interessi pubblici e privati coinvolti ed al giudizio finale di compatibilità ambientale. Una condotta siffatta si pone in manifesto conflitto con i principi di buon andamento dell’azione amministrativa e di leale cooperazione fra soggetti pubblici. Non può ammettersi che la complessa valutazione circa l’impatto di un’opera sull’ambiente e sulle risorse naturali, che l’ordinamento disciplina attraverso lo schema della conferenza di servizi entro la quale devono confluire tutte le volontà degli enti competenti a tutelare i differenti (e talvolta confliggenti) interessi pubblici in gioco, venga in ultima istanza replicata e sostanzialmente neutralizzata dalla decisione unilaterale del Comune, competente al rilascio dell’autorizzazione amministrativa per l’apertura di una cava. Nel procedimento finalizzato al rilascio dell’autorizzazione di coltivazione, il Comune non può riesercitare surrettiziamente ed in modo unilaterale quell’ampia discrezionalità tecnico-amministrativa che è propria del procedimento di valutazione d’impatto ambientale. E’ in quest’ultimo che si estrinseca e si esaurisce il potere valutativo circa gli effetti ambientali dell’opera.

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