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Consiglio di Stato - Sentenza  18 maggio 2015 , n. 2504

Contratti pubblici - Gara - Aggiudicazione mediante offerta economicamente più vantaggiosa - Dichiarazione ex art. 38, D.Lgs. n. 163/2006 - Difformità rispetto alle previsioni formali del bando - Possibilità comunque di evincere i dati richiesti - Esclusione - Illegittimità - Ricorso al c.d. soccorso istruttorio – Possibilità - Sussiste

In materia di appalti, da aggiudicarsi con il criterio dell'offerta più vantaggiosa, è legittima la dichiarazione ex art. 38 codice dei contratti pubblici anche se resa in maniera formalmente difforme rispetto alle previsioni del bando di gara quando è, comunque, possibile evincere la completezza di tutti i dati richiesti. In questi casi deve essere consentito il ricorso al c.d. soccorso istruttorio. Le più liberali disposizioni contenute nell'art. 39, D.L. 24 giugno 2014 n. 90, infatti, (non direttamente applicabile al casi di specie ratione temporis) offrono, quale indice ermeneutico, l'argomento della chiara volontà del legislatore di evitare (nella fase del controllo delle dichiarazione e, quindi, dell'ammissione alla gara delle offerte presentate) esclusioni dalla procedura per mere carenze documentali (ivi compresa la mancanza assoluta delle dichiarazioni), di imporre un'istruttoria veloce, ma preordinata ad acquisire la completezza delle dichiarazioni (prima della valutazione di ammissibilità della domanda) e di integrazione documentale (entro il termine perentorio accordato, a tal fine, dalla stazione appaltante), delineando così la volontà univoca del legislatore di valorizzare il potere di soccorso istruttorio al duplice fine di evitare esclusioni formalistiche e di consentire le più complete ed esaustive acquisizioni istruttorie, giungendo alla conclusione che allorquando la dichiarazione sostitutiva consente all'Amministrazione (prima) l'identificazione dei soggetti a cui si riferisce e (poi) la verifica dell'esattezza e della veridicità delle attestazioni rese, la stessa non può che reputarsi del tutto conforme alla disposizione primaria che l'ha consentita e che realizza entrambi gli interessi cui risulta preordinata: la semplificazione dell'attività dichiarativa e la conservazione delle necessità conoscitive dell'Amministrazione. Da questo sono evincibili i seguenti principi di diritto: a) la dichiarazione sostitutiva relativa all'assenza delle condizioni preclusive previste dall'art. 38, D.Lgs. n. 163/2006 può essere legittimamente riferita in via generale ai requisiti previsti dalla norma e non deve necessariamente indicare in modo puntuale le singole situazioni ostative previste dal legislatore; b) la dichiarazione sostitutiva relativa all'insussistenza delle condizioni ostative previste dall'art. 38, D.Lgs. n. 163/2006 non deve contenere la menzione nominativa di tutti i soggetti muniti di poteri rappresentativi dell'impresa, quando questi possano essere agevolmente identificati mediante l'accesso a banche dati ufficiali o a registri pubblici; c) una dichiarazione sostitutiva confezionata nei sensi di cui alle precedenti lettere a) e b) è completa e non necessità di integrazioni e realizzazioni mediante l'uso dei poteri di soccorso.

Cons. Stato, Ad. Plen., 30-7-2014 n. 16.